Turismo in sciopero

I lavoratori del turismo incrociano le braccia. Agenzie viaggi e servizi annessi anche nella nostra regione aderiscono allo sciopero nazionale proclamato da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, dopo la rottura delle trattative per il rinnovo dei contratti nazionali di categoria, scaduti da quattro anni. La rottura delle trattative, ha spiegato la segretaria regionale della Filcams-Cgil Susanna Pellegrini, non nasce soltanto dalle distanze sulla parte economica, di fronte a proposte di incremento salariale che arrivano a 35 euro nel turismo. «Oltre a questo –ha detto Pellegrini– le controparti datoriali hanno posto come condizioni necessarie al rinnovo contrattuale la restituzione di parte dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, quali ad esempio i periodi di malattia indennizzati e i livelli d’inquadramento».

Dati in crescita
Uno sciopero che arriva contestualmente alla Bit di Milano e quasi a margine della diffusione dei primi dati sul turismo in Friuli Venezia Giulia comunicati dall’assessore regionale Sergio Bolzonello. Nel 2016 le presenze in regione solo aumentate di 379 mila unità, nel dettaglio si sono registrati un più 6,5 percento negli arrivi e più 4,8 percento nelle presenze. Buoni i dati relativi a Grado, Aquileia e Palmanova con l’8 percento di arrivi in più, mentre gli arrivi a Lignano si fermano al più 2,8 percento. Gorizia ha chiuso il 2016 con l’11,3 percento di arrivi in più e il 13,4 nelle presenze, risultati in percentuale tra i migliori dei quattro capoluoghi.

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