L’oasi delle cicogne

Ai piedi delle ridenti colline di Fagagna,tra la strada che porta a Majano e e quella per Caporiacco,uno dei tanti luoghi incantevoli del Friuli:l’oasi dei “Quadris”,forse piu’ conosciuta come l’oasi delle cicogne.Un centro avifaunistico che si sviluppa su un centinaio di ettari e’ stato scelto come stazione sperimentale per la reintroduzione della cicogna bianca diventata il simbolo dell’oasi e la maggior attrazione.Attualmente ce ne sono una sessantina,una trentina di esemplari adulti liberi e altrettanti giovani in voliera o nursery.Ed e’ uno spettacolo vederle,gia’ da lontano in volo,oppure a costruire il nido sui pali attrezzati o addirittura sui pali della linea elettrica lungo la strada o sui tetti delle case.Oppure ad occuparsi della prole.Un continuo andirivieni che emoziona non poco.Quasi tutte le cicogne vengono inanellate in modo da seguirle anche nei Paesi lontani.Le cicogne,infatti,sono uccelli migratori che svernano nei Paesi caldi dell’Africa e poi ritornato in Europa d’estate al caldo e per nidificare.Molte di quelle di Fagagna sono ormai stanziali ma ci sono anche quelle che emigrano e poi ritornano ai “Quadris” avendo trovato un ambiente ideale.La denominazione “Quadris” deriva dal nome dato ad alcune pozze d’acqua dal margine quadrangolare tipiche dell’ambiente della zona.Pozze che risalgono al 1700 quando ci si accorse che i terreni erano ricchi di argilla.Il proprietario,il conte Fabio Asquini,che pensava che i suoi possedimenti,ritenuti una palude infruttuosa,diede avvio all’escavazione,appunto a forma quadrangolare(quadris)e oltre all’argilla trovo’ anche la torba,prezioso combustibile.Costrui’ una fornace e produsse laterizi e altro dando lavoro a tanti fagagnesi.Ma l’oasi,visitata anche da molte scolaresche,non e’ solo cicogne.Un altro progetto riguarda l’Iris eremita,razza praticamente estinta in Europa e nelle aree alpine.In voliera a Fagagna ce ne sono una settantina.E poi molti anatidi:dalle varie specie di oche ai germani reali,dal cigno nero alla moretta,al mestolone,a varie specie di aironi e al nibbio bruno,questi ultimi di passaggio.Da non dimenticare,infine,che e’ anche un’oasi per la vegetazione palustre.Un gioiellino,una sorta di Paradiso terrestre assolutamente da visitare e da promuovere ancor di piu’ a livello turistico.

Mabe

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