Gusti, confronto Comune-stand

Un’indagine tra gli espositori di Gusti di frontiera per quantificare l’impatto delle nuove misure di sicurezza sullo sforzo organizzativo nell’allestimento degli stand. Questa l’iniziativa del Comune che da l’impressione di volerci vedere chiaro dopo gli input ricevuti dalla prefettura sul tema della sicurezza e sull’applicazione delle limitazioni previste dalla circolare Gabrielli. Ad aver spaventato operatori e baristi, in un primo momento, è stato il divieto di usare lattine e bicchieri di vetro, poi rientrato ma solamente per gli spazi interni dei bar. Tra i dehors e gli stand non si dovrà vedere nemmeno un calice o una bibita in lattina. Ma quali sono le intenzioni degli operatori per rispettare le nuove normative? Rinunciare completamente al vetro e sostituirlo con bicchieri e bottiglie di plastica oppure valutare qualche alternativa? Proprio questo intende capire il Comune con la sua indagine, anticipata nei contenuti dall’assessore ai grandi eventi Arianna Bellan. «Vogliamo avere un’idea chiara di quanti stand possono rinunciare al vetro senza rischiare di far perdere appeal al prodotto che vendono» ha spiegato, «per alcuni espositori sostituire il bicchiere di vetro o la lattina con un bicchiere in plastica non rappresenta un problema, per altri può essere difficile rinunciare all’uso di un calice o un kriegel, ma ricordiamo anche che esistono sul mercato dei surrogati del vetro (il più utilizzato è il polimetilmetacrilato, ndr), che potrebbero mantenere inalterata l’esperienza dei clienti e al tempo stesso rispettare pienamente le disposizioni della prefettura». Gli incontri tra prefettura, Comune e Salus, la società alla quale l’ente ha affidato la gestione della security per la manifestazione, proseguiranno anche per decidere se liberalizzare vetro e lattine negli spazi esterni dei bar.

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