Ecco l’albero “nostrano”

Il viaggio è stato un po’ difficile, ma ora fa bella mostra di se in piazza Vittoria il bellissimo abete rosso, anche quest’anno “nostrano”, che ci fa già respirare aria di Natale. Ha 70 anni, è alto 18 metri, e sarà reso ancor più bello con 1.600 lampadine. È stato donato e prelevato dal giardino della famiglia Mavilia di Lucinico, che già un anno fa aveva deciso, non senza un po’ di tristezza, di tagliarlo perché era diventato troppo alto ed era in una posizione pericolosa. “Abbiamo atteso qualche mese -ha detto la famiglia- proprio perché ci era venuto in mente che magari il Comune, come già fatto in precedenza, avrebbe preferito un albero “cittadino” per il Natale, piuttosto che tagliarlo in qualche bosco e così è stato”. “L’abete -ricordano i Mavilia- era stato piantato 70 anni fa dagli zii Luigi Vidoz e Olivia Taglianut, entrambi deceduti, che lo avevano portato a Lucinico da Dogna dove lo zio lavorava in ferrovia. Crediamo sarebbero felici di sapere che alla fine è diventato l’albero di Natale della Città”. Soddisfatto l’assessore comunale all’ambiente Del Sordi per il fatto che anche quest’anno si è utilizzato un albero che comunque si sarebbe dovuto tagliare. “Abbiamo evitato -ha detto- di tagliare un abete del bosco aiutando così l’ambiente”. Sicuramente i soliti noti ora criticheranno, ma non fa nulla, l’importante è essere riusciti a mantenere una delle tante tradizioni del Natale a cui siamo legati, e continueremo ad esserlo, nonostante qualcuno, per fortuna isolato, tenti di cancellarle. Il Natale, la più bella festa dell’anno, deve allietare tutti indistintamente, e soprattutto noi che non intendiamo perdere le nostre tradizioni. Ma ritorniamo al nostro abete rosso che verrà acceso assieme alle luminarie sabato prossimo, alle 18.30. Assieme al sindaco Romoli e altre autorità e cittadini, ci sarà anche l’ambasciatore d’Italia in Slovenia, Rossella Franchini Sherifis, che saluterà così Gorizia prima di lasciare l’incarico a Lubiana. La cerimonia sarà allietata dalla fanfara della brigata di cavalleria “Pozzuolo”.

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