“Diventeremo un festival”

Tempo di bilanci per l’edizione numero 12 di Gusti di frontiera. Un’edizione che ha superato ogni record, dai visitatori ai consumi di alcol e cibo, e che probabilmente ha segnato il limite massimo della crescita della kermesse. Più grande e più frequentata di così, vorrà dire quasi certamente il collasso per Gorizia. Lo sa bene il sindaco Romoli, che nella conferenza stampa di presentazione del bilancino finale di Gusti ha sottolineato come nelle prossime edizioni “sarà necessario puntare molto più sulla qualità che sulla quantità”. “Per quanto riguarda i numeri di questa edizione non siamo in grado di dare un numero esatto -ha detto ancora Romoli- ma possiamo dire di aver superato il mezzo milione di presenze. Sono dati stimati, certo, ma smentiscono il terrorismo di chi parlava di prezzi troppo elevati e non ha fatto altro che criticare la kermesse”. “Siamo rimasti impressionati -ancora il sindaco- dal successo del Salotto del gusto con gli incontri con la Parodi e Cracco, che secondo le stime hanno portato in piazza Sant’Antonio tra le 4 e le 5 mila persone. Questo tipo di appuntamenti diventeranno un aspetto centrale nei prossimi anni. In questo senso, l’edizione appena conclusa ha segnato il cambiamento da festa a vero e proprio festival dell’enogastronomia e della cultura di confine. È una denominazione che useremo per le prossime edizioni”. Non sono però tutte rose. Come ha sottolineato il sindaco, “a Borgo Castello l’afflusso non c’è stato, dovremo trovare il sistema per collegarlo al resto della mappa. I bagni sono stati insufficienti ma erano aumentati del 25 per cento rispetto al 2014. Li aumenteremo ancora”. Venendo ai numeri, sono stati venduti 43 mila kurtos ungheresi, 39 mila pljeswkavice, 2 mila cupcake, 9 mila porzioni di carne brasiliana, 13 mila mini crepes olandesi, e 7 mila gnocchetti austriaci. E ancora, nello stand della Guinness in piazza Vittoria sono stati prosciugati 150 fusti di birra, che corrispondono a circa 4500 litri, il 30 per cento in più rispetto la scorsa edizione. Stesso trend anche per austriaci e pescatori di Grado, che hanno venduto circa 1500 chilogrammi di pesce.

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