Cantada, risate a Monfalcone

«Mofalconesi, bisiachi, indigeni e oriundi…». La tradizione della Cantada si è ripetuta, con grande successo, anche quest’anno. La pungente satira del Testamento de Sior Anzoleto Postier de la Defonta, alias Orlando Manfrini, ha coinvolto gli oltre mille presenti nella centrale Piazza della Repubblica attaccando, indistintamente, destra e sinistra, governanti e opposizione. Con lui il notaro Gratariol, al secolo Carlo Blasini, e la sposa, la diciottenne monfalconese Giulia Leban. Dopo aver attraversato i rioni cittadini, la carrozza trainata da bianchi cavalli è giunta in piazza a mezzogiorno in punto, tra gli applausi e le urla festose della gente. Dopo l’appello del notaio la lettura del testamento che ha infervorato gli animi: numerose infatti le risposte del pubblico che non hanno, però, fermato il monologo. Quindi la ‘Cantada’ vera e propria, con la Banda Civica che ha sostenuto nel canto tutti i presenti, dall’Inno di Monfalcone a Viva la Roca, dal Tram de Opcina all’Inno dei Mati. Un coro forte e vivace, come gli animi dei tanti presenti, ha riecheggiato nel centro cittadino, giungendo fino alla Rocca che, dall’alto, continua a presidiare la Città dei Cantieri. Rinviata a sabato, tempo permettendo, la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati.

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