125 anni di jukebox

Nel 1890 nasceva a San Francisco il primo jukebox: lo storico apparecchio, simbolo di intere generazioni a cavallo tra gli anni Cinquanta e Settanta, prima dell’avvento dei lettori musicali portatili e di quelli domestici a costo più contenuto dei decenni successivi. È doveroso comunque ricordare che già negli anni Trenta la diffusione si era fatta capillare, lasciando intendere come questa fantastica invenzione avrebbe caratterizzato gli anni successivi. Curiosamente, il primo esemplare condivideva molto poco con i «cassoni da bar» che sono entrati poi nell’immaginario comune: infatti si trattava di una sorta di armadio, al cui interno era posizionato un fonografo, dal quale fuoriuscivano delle tubature, che consentivano l’ascolto contemporaneo a solamente quattro persone che avvicinassero l’orecchio ai fori di uscita. L’evoluzione della tecnica ha fatto sì che questo apparecchio assumesse poi i connotati che tutti oggi conosciamo, grazie anche all’iconografia dei film e telefilm statunitensi dell’epoca, facendo diventare il jukebox un punto fermo dei locali e dei bar di successo, ovunque nel mondo e anche nella nostra Gorizia. Ci piace ricordare su tutti quello presente all’Ugg e quello che si poteva trovare nello storico bar “da Teo”, capaci di allietare con le note delle “hit” nazionali e internazionali i momenti di ritrovo delle tante persone che animavano le serate della nostra città. Al giorno d’oggi l’ingombrante lettore a moneta ha perso la sua centralità nei luoghi di aggregazione, sparendo progressivamente dal campo della quotidianità per fare il suo glorioso ingresso nel mondo dell’«antiquariato». Un’icona riscoperta un paio di anni fa proprio a Gorizia, in occasione della mostra «Jukebox and The Beatles», nel museo di Santa Chiara. Ciò che rimane intatto, però, è il suo fascino, grazie ai ricordi che evoca, agli scenari che fa tornare alla mente, capaci di regalare sempre un sorriso nostalgico ai giovani di quei decenni tanto vicini quanto lontani.

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