Riaperti i bunker

Taglio del nastro, dopo oltre vent’anni dalla loro chiusura, dei bunker della Guerra fredda presenti sul monte Skofnik. L’importante opera di recupero è stata svolta da un appassionato gruppo di volontari dell’associazione nazionale Fanti d’Arresto, grazie alla convenzione con la Provincia di Gorizia che a sua volta aveva ottenuto la gestione dei bunker dall’Agenzia del Demanio. Le postazioni per le mitragliatrici, le feritoie che si aprono sulla veduta del Carso, il posto di comando, i tunnel sotterranei potranno quindi soddisfare per la prima volta nella loro storia la curiosità degli appassionati di storia locale e non solo, trattandosi di manufatti certamente non comuni e in ottimo stato. Ancora intatta, ad esempio, la linea telefonica campale che collegava tutte le postazioni, mentre nei giorni che hanno preceduto l’inaugurazione di ieri è stato ripristinato anche l’impianto elettrico. Entrando nel dettaglio, i bunker si trovano vicino all’abitato di Cotici, a Savogna. Si tratta di due manufatti, M4 e PCO, in cemento armato, realizzati verso la fine degli anni Sessanta con la tecnica del “cut and cover” e interrati. La M4 è una “postazione per mitragliatrice in cupola a 4 feritoie”, una spessa volta in acciaio atta a ospitare due mitragliatrici. Questa sovrasta il ricovero sotterraneo per il pacchetto e altri locali accessori. Il PCO, invece, è un “Posto Comando Osservatorio”. Questo costituisce, in ogni opera, il luogo dove giungevano tutte le comunicazioni da e per essa, concorrendo a delineare il momento operativo. Dal PCO si coordinavano il fuoco delle postazioni e le operazioni di difesa vicina, compito ciascuno di due distinti plotoni. Nei bunker, per la prima volta dalla loro chiusura nel 1992, è ritornata in questi giorni la corrente elettrica. Ancora funzionante la linea telefonica campale che collegava tutte le postazioni, e ancora intatta la mimetizzazione in vetroresina delle postazioni per le mitragliere, che riproducono i muretti a secco del Carso. Sono stati inoltre riaperti i portelloni, saldati negli anni Novanta. All’interno dei bunker, oltre all’osservatorio di fanteria si trova anche quello di artiglieria. La struttura è realizzata su due piani e dotata anche di un “locale polmone”, che sarebbe servito ai fanti come riserva di ossigeno e quindi come riparo in caso di eventuali attacchi chimici o betteriologici. Sul Carso si trovano 5 torrette osservatorio e 26 postazioni per mitragliatrice.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *