L’esilio dei Borboni

Nei secoli, la città di Gorizia ha accolto alcune tra le più grandi personalità sia sotto il profilo artistico e culturale, sia sotto quello della mera statura nobiliare. Ma pochi rivaleggiano in importanza con con la famiglia Borbone dei reali di Francia, i quali addirittura scelsero la città come sede dove passare gli anni del loro esilio. Storia poco conosciuta ai più, l’allora nuovo re di Francia Carlo X di Borbone dopo aver provocato nel luglio del 1830 l’insurrezione trionfante delle “Tre Gloriose” giornate di Parigi, a causa delle sue politiche interne repressive ed antiliberali si vide costretto a spostarsi con la sua famiglia e i collaboratori più stretti in esilio, sotto invito dell’imperatore Francesco I d’Austria. Dopo un lungo girovagare tra la capitale e le varie città dell’impero, i Borbone trovarono il clima salubre e la posizione di Gorizia adatte alle loro esigenze e si spostarono qui stabilendosi tra Palazzo Coronini Cronberg, la residenza estiva di Villa Attems Boeckmann e Palazzo Strassoldo, e richiedendo di essere seppelliti in una cripta del santuario della Castagnevizza. Su questa parte affascinante e tuttora poco nota della storia goriziana verrà fatta maggiormente luce domani alle 18, alla presentazione a Palazzo Coronini del nuovo volume su questi argomenti pubblicato dalla Libreria Editrice Goriziana, intitolato “L’esilio dei Borboni di Francia. Da Parigi a Gorizia” del professore emerito alla Sorbona, e studioso di storia tedesca Jean Paul Bled. Accompagneranno la presentazione ed interverranno il professore di Scienze internazionali e diplomatiche dell’università di Trieste Georg Meyr e la storica, archivista e germanista Lucia Pillon, curatrice inoltre delle didascalie del libro.

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