La villa che cambiò il confine

Guardando la cartina della nostra città, e seguendo con un dito la linea del confine, si può facilmente notare una curiosa deviazione, all’altezza dell’abitato di Salcano. Ci troviamo all’appendice di via degli Scogli, in un punto dove il confine tra Italia e Slovenia interrompe il suo andamento lineare per virare bruscamente verso est, e successivamente rientrare in direzione opposta, verso l’Isonzo, costeggiando con precisione il muro di cinta di una antica villa. Si tratta di villa de Nordis, che il prossimo primo maggio aprirà le sue porte ai fotografi del Rendezvous di primavera, che sorge al centro di una tenuta dalla storia del tutto singolare. La costruzione della casa risale al 1830, e inizialmente venne concepita come tenuta estiva della famiglia Lenassi. La sua attuale denominazione è stata adottata in seguito al matrimonio tra Lydia Lenassi, sorella di Oddone, e Antonio de Nordis, evento per il quale la villa venne portata in dote al nobile veneto. La pagina più curiosa della storia della villa è però quella legata alla definizione del confine orientale, dopo la fine del secondo conflitto mondiale. La contessa Lyduska, che visse gran parte dei suoi giorni in Africa, venne a sapere a guerra terminata che si stavano ridisegnando i confini tra Italia e Jugoslavia, e che la sua proprietà stava per essere attraversata, quasi a metà, dalla nuova linea confinaria. Lasciò l’Africa e si mise immediatamente in azione per mantenere la villa sul territorio italiano, sfruttando le sue conoscenze internazionali. Si dice fosse molto amica di una figlia di Winston Churchill. Grazie ai suoi contatti e alle sfavillanti feste che teneva in villa, riuscì nel suo intento. Per questo, ancora oggi il confine di Stato compie quella curiosa deviazione attorno alla villa della contessa Lyduska, che a modo suo riuscì a modificare, seppur per poche centinaia di metri, il corso della storia. Una storia che corre, così come quel confine di Salcano, in un equilibrio sottile tra la verità e la leggenda. La contessa Lyduska è morta nel 2006 in una clinica di Nairobi. Le sue ceneri, come da volontà, sono custodite nella tomba di famiglia al Santuario di Montesanto.

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Le opinioni dei lettori su "La villa che cambiò il confine"

  1. Dal dopoguerra fino al giugno 1956 fu sede di una caserma della Guardia di Finanza poi anche dei Carabinieri.

    Fotografia della GdF a pag. 106 del libro “Dal primo colpo all’ultima frontiera. La Guardia di Finanza a Gorizia e provincia: una storia lunga un secolo” di F. Sancimino e M. Di Bartolomeo (LEG 2014)

  2. Si tratta per caso della caserma della guardia di finanza di Scrio’ di Dolegna in prov di Gorizia ?
    Io ho una foto che ho scattato nel 2003 ……

  3. Lyduska era nipote della contessa Dolphine ma se ben ricordo lei quando veniva da Nairobi abitava lì con la servitù negra. Lo so perché era grande amica di mia cognata che era spesso ospite sue alle feste. Oggi a chi appartiene?

  4. Conoscevo bene nonna de Nordis, figlia Norina Dolfin-Boldù e nipote Liduska Hornik perché ero – insieme a mio padre e mia madre – affittuario del 2° piano della casa di proprietà e di residenza delle contesse. Sono del ’44 ed ho abitato in p.zza Vittoria 14 [già n° 6] fino al 1963. Ho un ottimo ricordo di quelle persone; da bambino venivo invitato spesso ad accompagnare la 90enne c.ssa de Nordis alla villa di Salcano. Feci visita a Liduska negli anni ’80 durante un breve rientro da Roma. Due anni fa intercettai una richiesta anagrafica dal Canada – Linda Lenassi Tomlin [lindycat@hotmail.ca] riguardante i più vicini antenati ma non potei essere esauriente e non ebbi mai risposta. Tutto qua. W Gorizia e le sue belle ville! *Giorgio Tercuz*

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