La festa di Gorizia

16 marzo, giorno di sant’Ilario e Taziano, patroni di Gorizia. Giornata di festa per la nostra città, che inizia questa mattina in cattedrale, dove alle 11 l’arcivescovo Carlo Roberto Maria Redaelli celebrerà la santa messa, prima di impartire la tradizionale benedizione alla città con le reliquie dei due martiri. L’appuntamento più atteso è in programma alle 18 nella sala concerti di palazzo Degrazia, dove sarà consegnato il premio dei Patroni, assegnato quest’anno al presidentissimo Leopoldo Terraneo, per anni il numero uno della Pallacanestro Gorizia e soprattutto nell’ultimo periodo aureo del basket nella nostra città, culminato con la promozione in A1 del 1998. I vari momenti della serata saranno accompagnati dalle chitarre del Soriks Guitar Trio del maestro Claudio Pio Liviero. Un premio speciale sarà consegnato a Giannino Busato.

Perché sant’Ilario e Taziano?
La scelta di Ilario e Taziano coincise con la nascita della città di Gorizia. I nomi dei due santi sono spesso accomunati in quanto il primo fu il secondo vescovo di Aquileia mentre il secondo fu suo diacono, e se la loro esistenza non può essere messa in discussione, la loro storia, tramandata negli “acta”, ha subìto quasi sicuramente l’influenza della fantasia dei compilatori che spesso creavano storie indimenticabili a scopo edificante, cosicché i fedeli potessero ricordarle con più facilità. Secondo la tradizione, Ilario morì molto giovane, assieme al fidato compagno Taziano, durante la persecuzione ordinata dall’imperatore Numeriano nel 284. Fu nel tempio di Ercole che il preside di Aquileia, Beronio, fece avvicendarsi trenta centurioni per fustigarlo dato che il santo martire si era rifiutato, fermo nella sua fede, di offrire un sacrificio all’altare degli dei. Una volta imprigionato assieme al suo diacono, i due si misero a pregare insieme e subito si levò sulla città un grande boato che fece crollare l’antico tempio. Spaventati dai “maghi” imprigionati nelle carceri, gli abitanti di Aquileia chiesero la loro morte e così vennero uccisi. Non stupisce la similitudine ad esempio con i martiri Ermacora e Fortunato, a loro volta vescovo e diacono, nostri Patroni regionali, della città di Udine e di quella di Aquileia.

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