La chiesa di San Rocco

Terza tappa del nostro “andar per chiese” goriziane. Stavolta andiamo alla scoperta della parrocchiale di San Rocco, punto di riferimento dell’omonimo borgo, sempre grazie al contributo della professoressa Maria Serena Novelli e dei suoi studenti.
Nel 1500 il vescovo di Caorle, Pietro Carlo consacrò˜ l’altare maggiore dedicato ai santi Sebastiano e Rocco e i due altari laterali, quello a destra alle sante vergini e martiri Lucia, Apollonia e Barbara e quello di sinistra ai santi Giacomo e Cristoforo. Accanto a questa prima chiesa c’era anche un cimitero delimitato da un muro e con un altare spoglio che stava sotto il portico della chiesa e che veniva usato nelle feste solenni, quando la cappella era insufficiente ad accogliere tutti i fedeli convenuti.
Nel 1623, a partire dalla Croazia, cominci˜ò a diffondersi rapidamente la peste e le autoritàˆ locali cercarono di prendere ogni precauzione possibile per prevenire il dilagare del terribile morbo nell’Isontino. Le precauzioni non furono inutili e nel goriziano si ebbero solo 14 vittime, i goriziani, come ringraziamento per essere stati preservati dal contagio, si impegnarono a restaurare ed ampliare la cappella di san Rocco, a farvi visita ogni anno nel giorno dedicato al santo ed a recarvisi in processione partendo dalla chiesa parrocchiale dei santi Ilario e Taziano.
Nel 1648 la cura della chiesa di San Rocco venne affidata ai Carmelitani che vi rimasero fintanto che non si trasferirono sulla Castagnevizza.
Nel 1898 l’Arcivescovo, Card. Giacomo Missia, assegn˜ò alla chiesa il titolo di parrocchia.
Durante la prima guerra mondiale la chiesa fu distrutta e la strada della ricostruzione fu piuttosto lunga e difficoltosa. La ricostruzione si concluse appena nel 1929 dopo aver sostenuto tantissime spese coperte in parte dalle collette: una lapide commemorativa dell’importante avvenimento è conservata nella soffitta della casa parrocchiale.
La facciata  caratterizzata dalla linearitàˆ ed essenzialitàˆ degli edifici di stile neoclassico, risale al 1898 ed  realizzata su progetto dell’ing. Giovanni Brisco. Sopra il portale si trova la statua marmorea di San Rocco con il cane che gli lecca la mano con i segni della peste.
La chiesa al suo interno  suddivisa nei due ampi spazi della navata e del presbiterio rettangolare, illuminati dalle grandi finestre laterali e pre-senta gli stessi caratteri di linearitˆà e di essenzialitˆà della facciata. Accanto all’ingresso, sul lato nord della chiesa, sorge il battistero realizzato nel 1924, dopo la ricostruzione seguita agli eventi bellici. Nell’altare sono conservate le reliquie dei santi Giusto, Andrea e Cristoforo.
Sullo sfondo dell’abside campeggia la pala in cui vengono raffigurati San Sebastiano, Sant’Agostino e San Rocco, dominati dalla Vergine che, in un tripudio di angeli, reca sulle ginocchia il Bambino. In questo dipinto appaiono abbinati i due santi che furono invocati contro la peste o meglio contro le piaghe prodotte dalla peste. Il dipinto, che potrebbe essere opera di Palma il Giovane, venne restaurato diverse volte nel corso del tempo.
A sinistra è dedicato un altare a Santa Lucia, che ha una peculiaritàˆ: è l’unico a Gorizia dedicato a santa Lucia e quindi frequentato per ottenere la protezione della vista e di tutte le affezioni agli occhi.

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