La chiesa del Sacro Cuore

Continuiamo nel nostro viaggio alla scoperta dei luoghi della fede goriziana, che stavolta farà tappa alla chiesa del Sacro Cuore di via Nizza, sempre grazie a Maria Serena Novelli e ai suoi alunni. Per erigere la nuova chiesa votiva del Santissimo Cuore di Gesù, fu istituito un comitato, che per˜ò ebbe difficoltàˆ sia nel raccogliere i fondi necessari che a livello burocratico. Finalmente nel 1898 si trovò˜ il luogo per l’edificazione presso la nuova casa dei Padri Gesuiti (dove è visibile oggi), ma soltanto il 2 dicembre 1911 venne benedetta la prima pietra da parte dell’arcivescovo Francesco Borgia Sedej e posta con una pergamena firmata dalle autoritàˆ religiose e civili sotto l’auspicio del Papa Pio X e dell’Imperatore Francesco Giuseppe.
I lavori per la chiesa procedevano e giunsero all’altezza di 3,5 m sopra il livello del pavimento e anche quelli per il campanile fino all’altezza di 20 metri, quando i lavori subirono un’interruzione sia per la mancanza di fondi che per lo scoppio del primo conflitto mondiale. Nel 1920 viene rifondato il Comitato sotto la consulenza dell’architetto Max Fabiani e si ricominci˜ò la raccolta dei soldi per procedere con la costruzione, avendo deciso di mantenere ci˜ò che era stato costruito fino ad allora e di trasformare il presbiterio in una cappella commemorativa, in attesa di rimandare il completamento della chiesa. Intanto, dopo il restauro nel 1922, era stata riaperta la cripta. L’architetto Fabiani preparò˜ tre progetti (datati 1928, 1930 e 1931), ma soltanto il quarto progetto elaborato nel 1934 venne accettato. La chiesa molto grande è a tre navate, con pianta a croce latina. All’interno è possibile notare l’intervento di Fabiani sui resti della costruzione precedente: infatti troncò i pilastri a fascio intonacati con una cornice e proseguì con gli archi e le murature in laterizio. La grande pala d’altare del Sacro Cuore di Gesù (che misura 6 metri) è opera di Emma Galli. Nelle due absidi della crociera troviamo gli altari laterali; sopra quello di sinistra, dedicato alla Madonna è appesa la tela della Madre della Divina Grazia di Emma Galli. Sulle pareti laterali della stessa abside sono sistemati altri due quadri di Emma Galli, uno con San Francesco Saverio e l’altro con San Giuseppe. L’altare del transetto di destra  è dedicato a San Giovanni Bosco, sopra è appeso il quadro di Emma Galli che rappresenta lo stesso santo, mentre ai lati è collocata la tela della stessa pittrice con San Martino di Tours e una Santa Barbara di un artista sconosciuto. Alla sua morte nel 1951 l’arcivescovo Margotti è stato sepolto in un sarcofago marmoreo scolpito da Giovanni Battista Novelli e posto nella navata sinistra della chiesa.

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