Infoibati e deportati

1943-1946, uno dei periodi più tragici della storia di Gorizia. E anche dei più controversi. Ma ora grazie a un certosino lavoro sono stati recuperati oltre mille documenti, molti del tutto inediti, custoditi negli Archivi centrali dello Stato e del Ministero degli esteri, e che permetterebbero una nuova lettura di quel periodo e di quegli eventi. La comunicazione è venuta dal presidente della Lega nazionale di Gorizia, Luca Urizio, che per la caparbia ricerca si è avvalso della collaborazione dei dottori Ivan Buttignon e Lorenzo Salimbeni, nonché del supporto del senatore Alessandro Maran e del suo staff per entrare negli archivi, dove tutti i documenti erano rimasti secretati fino al 1996, 50 anni dopo quel tragico periodo storico. “Ritrovati -scrive in una nota Urizio- non solo i documenti sulle foibe apparsi anche in un libello pubblicato ultimamente, ma molti altri. Ritrovate le liste dei deportati prelevati e di quelli rientrati a Gorizia che permetteranno finalmente di chiudere le polemiche sul monumento al Parco della Rimembranza, nonché centinaia di documenti inerenti testimonianze e rapporti sulle violenze subite dagli italiani tra il 1943 e il 1946”. Ora ci vorranno più mesi per riordinare gli oltre mille documenti tutti rigorosamente fotografati. Una volta completata l’opera di assemblaggio, partirà, dice ancora Urizio, la divulgazione con una serie di conferenze in tutto il territorio. Verosimilmente il primo appuntamento informativo dovrebbe cadere il 10 febbraio, il Giorno del Ricordo. Le documentazioni ufficiali degli archivi nazionali saranno a disposizione di tutti, o per lo meno di chi ne fosse interessato. “Le tristi vicende degli infoibamenti e delle deportazioni di innocenti -aggiunge Ivan Buttignon- ora non sono più un mistero né materia di mistificazioni a uso politico. Mettere la parola fine alle menzogne di destra e sinistra è stato uno sforzo che abbiamo affrontato volentieri perché atto dovuto”.

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