I registri dei Centomila

I caduti sepolti a Redipuglia, Oslvaia e Caporetto. Oltre 170 mila nomi che riaffiorano dalle pagine dei registri dei tre sacrari, finiti nella nostra città, per ricevere le cure del Centro Studi e Restauro e del suo direttore Adriano Macchitella. I registri, che fino a poco tempo fa stavano prendendo polvere nella stanza degli uscieri dei rispettivi sacrari, saranno completamente restaurati, grazie all’intervento e all’impegno dell’associazione Famiglie caduti e dispersi in guerra. Il compito dei registri, come avviene in tanti cimiteri, e non solo in quelli militari, è quello di guidare il parente che viene da lontano alla ricerca della tomba, o in questo caso del loculo, dove riposa il proprio caro. In tutto, sono stati contati dodici volumi per i Centomila di Redipuglia, tutti scritti rigorosamente a mano, e tra i quali dalle prime ricerche sono spuntati due nomi illustri, quello di Emanuele Filiberto di Savoia Duca d’Aosta e quello di Margherita Parodi Kaiser, la “Crocerossina di Redipuglia”, unica donna ad essere sepolta in un sacrario. Altri venti dattiloscritti, più tre stampati, raccolgono invece i nomi dei 60 mila che riposano a Oslavia, e un registro raccoglie infine gli oltre 7 mila nomi di soldati che riposano al Sacrario di Caporetto. Dopo il restauro, le copie originali saranno conservate e mantenute a debita distanza dagli agenti che ne potrebbero nuovamente scalfire le pagine, mentre a disposizione dei parenti dei caduti saranno fornite una copia digitale e una consultabile online. Al momento, i problemi più gravi con cui dovranno cimentarsi i restauratori del Centro di via Rabatta, sono l’erosione di alcune pagine mordicchiate presumibilmente dai topi, lo sfaldamento delle rilegature, e alcuni strappi rattoppati con del nastro adesivo, che spesso copre anche le scritte stesse. Un piccolo tesoro del nostro territorio, oltre che uno strumento insostituibile per i parenti dei caduti nella Grande guerra, che sta per riprendere vita proprio nella nostra città.

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Le opinioni dei lettori su "I registri dei Centomila"

  1. Un doveroso ringraziamento all’Associazione Nazionale Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra che ha interamente finanziato il progetto di restauro.

  2. Mio nonno, Morgese Vito, come riportato sull’Albo d’oro dei caduti, deceduto per ferite il 2 novembre del 1915 sul Bosco Cappuccio nella Terza Battaglia dell’Isonzo, dal 20 ott. al 1 nov., ma benchè riconosciuto caduto per ferite, risulta successivamente disperso e quindi probabilmente perchè successivamente le sepolture provvisorie sul San Michele subirono devastazioni e quindi è probabile che sia nell’ossario dei 60 mila ignoti di Redipuglia. È possibile saperne di più?

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