Campanari, festa e polemiche

Il diritto alla quiete fa breccia anche in provincia. Se a Gorizia sta infatti prendendo forma la contrapposizione tra i comitati che si oppongono alla movida invocando il diritto al riposo e quelli che al contrario la appoggiano, nell’Isontino la battaglia dei difensori del silenzio si scaglia contro i campanili. Così l’11esima Festa dei Campanari del Goriziano, andata in scena a San Pier d’Isonzo, si è trasformata nell’ennesimo faccia a faccia tra chi propone l’obiettivo di difendere le tradizioni e chi invece chiede un po’ di silenzio. «Se per un giorno solo si sente suonare un po’ di più, non vedo l’utilità di insultare né il parroco né i collaboratori» il commento di uno dei promotori dell’iniziativa dei campanari, «ma siamo stati infinitamente soddisfatti perché per ogni lamentela, di gente che a San Piero molto probabilmente ci va solo a dormire e non lo vive come paese, c’erano dieci sorrisi su quel campanile, c’erano bambini entusiasti, c’erano adulti felici come una Pasqua di salire sulla torre».

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