Aquileia, nuovi ritrovamenti

Ad Aquileia si scava per costruire uno spaccio agricolo e si scoprono nuovi resti romani. Nell’antica “urbe” romana sono stati portati alla luce infatti ben sette vani con pavimentazione in tessellato situati a soli venti centimetri di profondità. Di questi ben sei conservano la pavimentazione in mosaico, leggermente danneggiata, il rimanente presenta, invece, una superficie realizzata in cubetti di terracotta. L’area in cui è stato effettuato lo scavo, sottoposta a vincolo dal 1931, fa parte del complesso noto come “Casa delle bestie ferite”, che non risultava completo nella sua struttura. Dalle stratigrafie dei ritrovamenti si possono attestare ben quattro fasi, che vanno dalla fine I secolo d.C., epoca tardo-repubblicana, al IV secolo d.C. Di grande rilievo il ritrovamento dei mosaici, che componevano il pavimento, realizzati in tessere bianche e nere, con decori vegetali e a crocette. Oltre a questi si sono potuti documentare anche la presenza di “suspensure”, che probabilmente sostenevano una superficie più alta andata perduta.

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