Scuole, 70 in pensione

Dal primo settembre il mondo della scuola nella provincia di Gorizia perderà almeno 70 lavoratori. Questo il dato diffuso dal segretario regionale della Uil scuola, Ugo Previti, che ha fatto il punto sul numero di domande di pensionamento regolarmente presentate entro la scadenza dello scorso 15 febbraio dal personale docente e Ata delle scuole di Gorizia e dell’Isontino. Nel dettaglio, ad aver presentato domanda sono stati 53 insegnanti e docenti di cui 21 in servizio presso gli istituti superiori della provincia, 14 nelle scuole medie, 13 nelle scuole primarie e 5 nelle scuole dell’infanzia. A questi potranno aggiungersi le quote della cosiddetta “Opzione Donna”, le cui domande potranno essere presentate fino a dopodomani, 28 febbraio. Premesse queste che sembrano preoccupare i vertici regionali della Uil scuola in vista dell’anno scolastico 2017/2018 e della ormai prossima ridistribuzione degli organici. «Il mondo della scuola, anche a Gorizia e nella nostra provincia, ha un profondo bisogno di ringiovanirsi» ha detto Previti, «la scuola va cambiata, rinnovata e deve poter contare su forze nuove. È un processo inevitabile, ma che non può rispondere alle logiche dettate dalla riforma della “Buona Scuola”. Un esempio che li racchiude tutti: la riforma ha consentito di svuotare le graduatorie permanenti, ma non ha fatto nulla per incentivare il passaggio in ruolo dei supplenti, numerosissimi anche nella nostra provincia. Il risultato è stato quello di assegnare un posto a persone che fino a pochi mesi fa non si sarebbero mai immaginate di iniziare a fare gli insegnanti all’età di 45 o 50 anni, mentre i supplenti sono costretti a rimanere nel precariato, pur essendo pienamente abilitati, e a continuare a sperare di essere chiamati per coprire qualche ora. Solo adesso si sta muovendo qualcosa nel loro interesse, grazie ai concorsi riservati che daranno ad alcuni la possibilità di passare di ruolo. Aspettiamo queste assunzioni così come stiamo aspettando che venga indetto il concorso nazionale per i dirigenti scolastici, che ci era stato garantito già lo scorso ottobre, salvo poi slittare di mese in mese. Ora speriamo che esca prima dell’estate». E proprio quello delle reggenze è un altro capitolo che scotta nel panorama scolastico isontino. L’analisi di Previti parte dall’attesa nomina di due nuovi reggenti per gli istituti comprensivi di San Canzian e Grado. «Tra i 24 istituti comprensivi e scolastici della provincia di Gorizia» sostiene Previti, «ben 11 attualmente sono guidati da un reggente e non da un dirigente titolare. Si tratta quasi di un caso su due». A Gorizia, secondo i dati forniti dalla Uil regionale, i reggenti sono attualmente in carica al polo liceale “Dante Alighieri”, al polo professionale “Cossar-Da Vinci” e ai licei con lingua di insegnamento slovena, il classico “Trubar” e l’umanistico “Gregorčič”, oltre agli istituti comprensivi “Perco” di Lucinico, “Randaccio” di Gradisca, “Giacich” di Monfalcone, “Alighieri” di Staranzano, “Marco Polo” di Grado e al centro per l’istruzione degli adulti della provincia di Gorizia. A questi si aggiungerebbe anche l’istituto comprensivo di San Canzian. «Assumere la dirigenza di due o tre scuole è pesante sia per il dirigente, che accetta il doppio o triplo incarico per spirito di sacrificio più che per veder aumentare la propria busta paga, sia per docenti e ragazzi, a cui viene a mancare un punto di riferimento stabile. Il prossimo anno in regione su 171 istituti quasi 60 saranno in reggenza, una decina in più rispetto a quest’anno. E di questi, due pensionamenti sono previsti in provincia di Gorizia. Sarà una bella botta», conclude Previti.

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