Finisce a tarallucci e vino…

Il patetico bis del riordino scolastico della Provincia di Gorizia tra piani “shock”, retromarcie, ritiri, e conseguenti tensioni nell’esecutivo. Tranquilli non è successo nulla, abbiamo scherzato, e secondo quanto ci ha ultimamente insegnato la politica, tutto è finito a tarallucci e vino. E tutti allineati e coperti all’insegna del “tengo famiglia” con “un uomo solo al comando” che impone le regole, e con nessuno che si dimette dopo le figuracce. Al massimo, proprio per non calpestare del tutto la sua dignità, qualcuno restituirà la delega. Anche se questa volta manca un nuovo e patetico comunicato ufficiale, questa sarebbe la conclusione sintetica trapelata dalle mura fin troppo permeabili della Provincia, sulla riunione della Giunta che avrebbe dovuto portare a un chiarimento sul secondo fattaccio del riordino (sembra che qualche assessore fosse assente, speriamo non per attacchi febbrili). Così è se vi pare, diceva Pirandello, e non aggiungiamo altro se non la cronaca nuda e cruda delle prossime tappe della telenovela sul riordino scolastico. Mercoledì prossimo è in programma una nuova riunione dell’esecutivo per partorire il piano definitivo. Sempre da quanto filtra (chissà quanto da fastidio che filtri) la delibera giuntale dovrebbe confermare la situazione attuale, senza nemmeno l’eliminazione del doppione del linguistico unica criticità del sistema indicata dall’Isig (poveri hanno lavorato per nulla), ma con l’eliminazione di indirizzi privi di classi ormai da anni. La stessa delibera dovrebbe anche contenere i piani scolastici comunali, che per Gorizia sono invariati. Su tutto il riordino scolastico, poi, calerà definitivamente il sipario (per fortuna di tutti) il 26 novembre quando si riunirà il Consiglio provinciale e sicuramente si parlerà della seconda figuraccia fatta dalla maggioranza in un solo anno. Le opposizioni sembrano decise a dare battaglia e poi si spera silenzio fino al prossimo anno. Ma forse per quel tempo le Province saranno già silenti.

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