Autogestioni e cortei

Studenti in fermento al “D’Annunzio”. Dopo la visita a sorpresa del presidente Gherghetta, i ragazzi hanno confermato per oggi la seconda giornata di assemblea d’istituto autogestita, alla quale parteciperanno anche i compagni del liceo artistico “Max Fabiani” per organizzare le manifestazioni e i cortei previsti per la prossima settimana. Lunedì, gli studenti si presenteranno regolarmente a scuola, ma dopo la prima campanella faranno partire un primo corteo che si snoderà per le vie della città fino ai Giardini Pubblici, Piazza Sant’Antonio, Piazza Vittoria e infine davanti al palazzo della Provincia, dove i ragazzi tempo permettendo faranno lezione all’aperto. Una sorta di flash mob studentesco. Martedì lezione regolare in classe, mentre mercoledì gli studenti si daranno ritrovo nel piazzale della stazione per il più tradizionale dei cortei lungo Corso Italia fino alla sede della Provincia, dove probabilmente chiederanno un incontro con il presidente Gherghetta. Nessuna manifestazione in programma al momento, invece, per i ragazzi delle altre scuole, e nemmeno per quelli dello Scientifico che perderanno la sede storica di Piazza Divisione Julia, aperti a una protesta solamente se questa fosse finalizzata a interrompere ogni tipo di modifica all’attuale sistema scolastico goriziano e isontino. Intanto, attorno ai ragazzi del “D’Annunzio” si è stretto l’affetto del popolo del web, che sta sostenendo a gran voce le proteste e le iniziative dei ragazzi, scagliandosi contro un piano scolastico che evidentemente non siamo gli unici a non aver digerito. Ritornando allo Scientifico, rassicurazioni sono arrivate dall’assessore provinciale all’edilizia scolastica Donatella Gironcoli. Le motivazioni che giustificherebbero, secondo il nuovo piano di riordino, la chiusura della sede storica del liceo sembravano infatti legate a problemi di natura strutturale. “Niente di più falso -ha dichiarato l’assessore- non ci risulta alcun problema strutturale in quella scuola, tantomeno che possa pregiudicare l’agibilità o la sicurezza dei ragazzi”. Studenti e famiglie, almeno su questo, possono dormire sonni tranquilli. Infine, agli attacchi al nuovo piano arrivano anche dall’opposizione in Consiglio provinciale, che in attesa della prossima seduta, si dice il 17 novembre, critica innanzitutto il metodo, che ha escluso i consiglieri dal percorso partecipativo, e il piano in sè che “demolisce qualcosa di positivo -come ha commentato il consigliere Pierpaolo Silli- senza proporre nulla per risolvere i problemi a monte. Pare l’ennesima decisione punitiva per Gorizia”.

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