Architettura, iscritti in calo

Diciassette aspiranti architetti in meno negli ultimi due anni. Continua il calo nel numero di iscritti al test di ammissione al corso di laurea in architettura dell’Università di Trieste, ospitato nella sede distaccata di Gorizia, in via Alviano. Il numero di ragazzi che il prossimo 7 settembre si sottoporranno al test nella nostra città è infatti di 32, contro i 37 di un anno fa e i 49 del 2015. Un calo, va detto, che non sta colpendo solamente l’ateneo giuliano ma la maggior parte delle facoltà italiane di architettura. «Fino all’anno scorso, in tutta Italia il numero di candidati iscritti ai test era inferiore ai posti disponibili nelle università» spiega la direttrice del dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’ateneo giuliano, Ilaria Garofolo, «siamo dunque difronte a un calo generalizzato. Per la prima volta quest’anno, dopo un trend negativo che durava da un bel po’, il rapporto si sta invertendo solo allo Iuav di Venezia». Il calo di iscrizioni, quindi, non dovrebbe compromettere la permanenza del corso di laurea nella nostra città. «Per parlare di immatricolazioni dobbiamo aspettare ottobre» spiega ancora Garofolo, «l’andamento dei numeri in luglio era soddisfacente ma ogni altro ragionamento oggi sarebbe prematuro. Una cosa però posso dirla, se mi chiede se nell’anno accademico 2018-2019 Architettura sarà ancora presente a Gorizia, la mia risposta è sì. Un ragionamento in questo senso sarà comunque affrontato entro l’anno durante la programmazione triennale 2018-2020. In quel momento ci porremo il problema di cosa faremo da grandi. Architettura è un corso di studi che dal punto di vista numerico è in salute, senza problemi di organico e con tutti i parametri della sostenibilità in ordine. La laurea in architettura la daremo ancora come Università di Trieste. Poi vedremo se lo faremo nella sede di Gorizia, soluzione per me auspicabile visto l’ottimo legame con il territorio, gli spazi e le strutture che offre la città, oppure a Trieste. La vostra città offre spazi immensi. Certo, manca ad esempio una mensa, ma adesso c’è un bando e prima o poi ci sarà anche questa».

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