Vecchi: «Con la Regione rifare il piano rifiuti»

MONFALCONE (GORIZIA) – Tematiche ambientali ancora al centro degli appuntamenti elettorali della candidata del centrodestra alla presidenza della Provincia, Simonetta Vecchi. Il sindaco uscente di Villesse, a Monfalcone, ha provato a fornire una risposta a un’annosa domanda: ma i rifiuti sono una risorsa o un problema? Il dibattito, che ha richiamato nella sala parrocchiale di San Nicolò un’ottantina di persone, è stato moderato da Roberto Covaz, giornalista e responsabile delle redazioni goriziana e monfalconese de Il Piccolo. All’incontro hanno partecipato anche il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani (che da qualche mese vanta tra i propri referati anche quello all’Ambiente), la candidata sindaco del centrodestra, Anna Cisint, e Marco Casasola, dirigente del settore Ambiente della Provincia di Udine.
La discussione non poteva che muovere dalla bocciatura del piano provinciale dei rifiuti da parte della Regione. Ciriani ha precisato come lo stop sia stato motivato da questioni squisitamente tecniche: «La bocciatura è stata determinata da un errore macroscopico, considerato che la Provincia ha aveva proposto per la Valutazione ambientale strategica un percorso che la Regione non ha ancora completato: hanno precorso i tempi, inevitabile dunque il parere di incoerenza», ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente. «Il fatto che l’errore sia di natura tecnica anziché politica è, se possibile, ancor più grave, soprattutto alla luce dell’ingente dispendio di risorse economiche necessarie per approntare un piano da rifare», ha detto Simonetta Vecchi. «Il nostro primo obiettivo sarà quello di rivedere la programmazione ambientale in stretta sinergia con la Regione, ferma restando la necessità di puntare ancora sulla raccolta differenziata, sistema dal quale non si può e non si deve tornare indietro: ma è assurdo che nel 2011 i cittadini debbano subire continui e ingiustificabili rincari», ha proseguito la candidata alla presidenza della Provincia. E sull’abbattimento del 2% delle tariffe, promesso da Gherghetta: «Il presidente uscente si confonde con la gestione della rete idrica, dove con l’Aato la Provincia ha voce in capitolo: sui rifiuti né io, né Gherghetta, né Cosma potremmo decidere per un aumento o per una riduzione delle bollette».
Per la Vecchi è opportuna un’approfondita analisi sugli impianti già attivi sul territorio isontino: «Quello di Moraro è sovradimensionato rispetto alle reali esigenze della comunità: o decidiamo di ampliare il bacino d’utenza oppure le perdite saranno costanti, soprattutto se consideriamo che a tenere in attivo il bilancio di Iris era il settore energia, ceduto nei mesi passati». Il vicepresidente Ciriani ha sottolineato come la Regione stia lavorando per favorire lo sviluppo di un sistema sinergico tra gli enti locali, con un coordinamento regionale, che consenta di evitare l’attuale frammentazione e produca consistenti risparmi per i cittadini. Nel corso dell’incontro il dottor Casasola ha illustrato pregi e difetti dell’impianto di dissociazione molecolare, a lungo studiato dalla giunta provinciale uscente: «Banalizzando, potremmo dire che si tratta di un container in cui il rifiuto, una volta isolato, viene portato a una temperatura di 800 gradi: si ottiene un gas che, una volta purificato, viene trasformato in energia – ha spiegato il dirigente delle Provincia di Udine -. Si tratta però a tutti gli effetti di un inceneritore, che ha un trattamento fumi molto simile a quello del contestato impianto di Trieste: l’unico vantaggio è che non necessita di un’alimentazione continua», ha chiosato l’esperto.

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Le opinioni dei lettori su "Vecchi: «Con la Regione rifare il piano rifiuti»"

  1. Cara Simonetta, tu parli di Ambiente, ma dove eri quando hai avallato il progetto Ikea?
    Lo sai, una delibera della Giunta di Villesse parla chiaro, che sorge su una falda acquifera?
    Poi con la storia della V.I.A ex-post, si è fatto un Decreto Salva IKea ad hoc, come mai?
    Se le regole valgono per tutti, come mai per l’Ikea No?
    Ti consiglio di leggerti bene la sentenza della Corte Europea dello 03/03/2011, proprio in materia di V.I.A..
    Lo sai che ci sono altre sentenze affermanti l’irregolarità del decreto V.I.A. ex-post, questo perchè la giurisprudenza comunitaria conferisce un ruolo strategico alla procedura di VIA, nel quadro dei mezzi e modelli positivi preordinati alla tutela dell’ambiente, valorizzando le disposizioni della direttiva 85/337/CEE. che evidenziano come la politica comunitaria dell’ambiente consista, ante omnia, nell’evitare fin dall’inizio inquinamenti ed altre perturbazioni, anziché combatterne successivamente gli effetti: conformemente ai principi “costituzionali” dei trattati, scopo dell’U.E. è la tutela preventiva dell’ambiente (Corte Giust., sez. V, 21 settembre 1999, c-392/96; sez. VI, 16 settembre 1999, c-435/97). Pres. Trotta, Est. Poli – Regione Lombardia (avv.ti Tedeschini e Fidani) c. L. s.r.l. (avv.ti Sica e Pugliese) – (Riforma TAR Lombardia, Brescia n. 1161/2007) – CONSIGLIO DI STATO, Sez. IV – 5 luglio 2010, n. 4246

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