Paolo Villaggio, ricordi goriziani

«Caro direttore, grazie per l’invito, che mi onora data la mia amicizia con Sergio Amidei. Arriverò a Ronchi dei Legionari sabato 6 agosto con mia moglie Maura alle ore 10.45. Vorrei ripartire domenica 7 agosto da Venezia-Tessera verso sera (dalle 18 in poi) per Roma. A presto, Paolo Villaggio». Sono le parole con le quali il celebre attore e comico genovese scomparso ieri aveva accettato tredici anni fa di raggiungere Gorizia in occasione del premio intitolato alla memoria dell’amico Amidei. Il prezioso messaggio, contenuto in una lettera autografa, è custodito nell’ufficio del direttore artistico del premio, Giuseppe Longo. Era il 1994 e Villaggio venne a Gorizia anche per presentare il film “Cari fottutissimi amici”, oltre che per ricevere dalle mani del sindaco di allora, Gaetano Valenti, i “Tre soldi goriziani”. Al tempo, il premio “Sergio Amidei” si svolgeva ancora al teatro Tenda, in castello. «Quando ha preso in mano il microfono ha dimostrato di essere un vero padrone del palcoscenico» ricorda Longo con commossa simpatia, «ma fino a quel momento ci aveva dato del filo da torcere. Ci aspettavamo che arrivasse a Ronchi, come aveva scritto, ma poi aveva deciso di cambiare volo e arrivare a Venezia. I cellulari non erano ancora diffusi e non riuscivamo a trovarlo. Fu provvidenziale l’aiuto di Monicelli e Scola, che riuscirono a mettersi in contatto con lui e a fare da tramite per comunicarmi dove alloggiasse. Ricordo ancora che andai a prenderlo con una Croma dalla Mirella Aguzzoni».

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