Musei in balia del vento…

L’argomento scotta. Anche perché a rischio non c’è solamente la gestione dei Musei provinciali di Gorizia, ma un intero patrimonio storico e artistico, il cui valore va ben oltre il volume economico prodotto dallo sbigliettamento. E proprio per questo la nostra città torna ad essere terreno di confronto (e di scontro…) tra istituzioni. Al centro della contesa, i Musei provinciali, quindi le strutture di Borgo castello e palazzo Attems, e le rispettive collezioni, ultime testimonianze della Contea e del periodo più florido di Gorizia. Sul tema si è confrontata la commissione cultura del Consiglio comunale, decisa ad invitare alla seduta di gennaio anche l’assessore regionale Gianni Torrenti. In commissione, tuttavia, pochi gli elementi di novità emersi dopo il punto della situazione presentato dal sindaco Romoli, con delega alla cultura. “La nostra posizione resta quella di sempre -ha detto il sindaco- e che prevede il mantenimento della gestione e della proprietà delle collezioni sul territorio, affidandola ad uno degli enti esistenti o ai nuovi come le Uti, oppure a una cordata istituzionale alla quale potrà partecipare anche la Regione stessa. Il modello di consorzio nato a Gradisca per la gestione di Galleria Spazzapan è un ottimo esempio”. In gioco c’è anche il ruolo della Provincia, ad oggi unica titolare della gestione dei musei. “In queste settimane si stanno scrivendo a Trieste gli emendamenti alla nuova legge sui musei -ha detto l’assessore Portelli- modifiche che dovrebbero favorire la creazione del Polo Goriziano, è il momento che chi ha più volte proclamato di voler combattere per mantenere a Gorizia questo patrimonio identitario si faccia sentire in Regione”. “Da parte nostra -ha concluso Portelli- abbiamo fatto già saltare due incontri tecnici in cui la Regione ha proposto la creazione di un gruppo di lavoro per inventariare le collezioni dei nostri musei. Proposte che abbiamo rispedito al mittente, e non abbiamo intenzione di mollare”.

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