Hermann, regista di frontiera

Una serie di appuntamenti, tra Italia e Slovenia, dedicati a Villi Hermann. È lui il vincitore del premio “Darko Bratina” di quest’anno: cineasta svizzero che concentra la sua attenzione in particolare sui temi del confine e sulle relative questioni dell’immigrazione. Il festival, in particolare in questa nuova edizione, vuole stimolare i valori della comunicazione interculturale tra politica, società, migrazioni, storia, rapporto con le passate generazioni, temi che danno l’impronta ai quarant’anni di carriera di Villi Hermann e ne fanno uno dei più importanti cineasti del suo Paese. Nato nel 1941, Hermann ha studiato arte e cinema tra Lucerna e Londra, scegliendo poi negli anni sessanta di stabilirsi nel Canton Ticino. Oltre al fatto di vivere su una frontiera (geografica, culturale e linguistica), è l’attenzione ai temi dell’immigrazione e dei confini, una costante del suo cinema, a farne un “regista di frontiera”. Il programma del Premio 2015 sarà ancora più ricco che in passato, perché in concomitanza con i vent’anni dello Slovenian Film Centre sono attesi presso il Palazzo del Cinema tre registi sloveni, già vincitori del Premio Darko Bratina. Omaggio a una visione: Maja Weiss, Jan Cvitkovic e Karpo Godina. La prima presenterà lunedì 2 novembre il documentario “La strada dell’Unità e della Fratellanza” e il suo ultimo film “Banditenkinder – I figli rubati del popolo sloveno”. Venerdì 13 novembre sarà a Gorizia Jan Cvitkovic con il film premiato a Venezia “Pane e latte”, il cortometraggio “Cento cani” e il documentario “Apertura totale”. L’ultimo film del ciclo, il 3 dicembre, sarà “Paradiso artificiale” di Karpo Godina.

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