Gorizia in foto, boom a Santa Chiara

Circa duecento persone assiepate al museo di Santa Chiara. Si è aperta con un successo andato già oltre ogni più rosea aspettativa la mostra “Sguardi in città… e dintorni”, che raccoglie nei tre piani del palazzo di Corso Verdi ben cinquecento immagini attraverso le quali si intende raccontare la “gorizianità” ai goriziani e ai visitatori che, soprattutto in occasione di Gusti di frontiera, arriveranno da fuori. Immagini che vanno dalle cartoline di fine Ottocento per trasportarci di colpo nel bel mezzo della Belle Epoque, per arrivare così al primo e al secondo dopoguerra, fino agli anni Settanta e Ottanta, anche con l’obiettivo di far scoprire alle generazioni più giovani come si presentava la nostra città fino a trenta o quarant’anni fa. Da qui, un balzo ai giorni nostri e agli eventi più caratteristici della nostra città. Gusti di frontiera, appunto, ma anche èStoria, il festival Vegetariano, il torneo di basket “Dudi Krainer”, il festival del folklore, la parata dei carri allegorici per carnevale e tanti altri, tutti da rivivere attraverso le immagini di alcuni volenterosi appassionati di fotografia, che negli ultimi anni hanno condiviso i propri scatti all’interno del gruppo Facebook “Sei di Gorizia Se…”. “Questa mostra coglie perfettamente lo spirito della ‘gorizianità’ -ha detto al taglio del nastro il sindaco Romoli- una città dal passato glorioso, come possiamo vedere nelle immagini esposte, e che vuole essere una parte importante della nostra regione”. “Siamo una comunità importante -ha concluso il sindaco- e questa mostra ci aiuterà a ricordarlo”. Da oggi a mercoledì la mostra resterà aperta dalle 16 alle 19, orario destinato a prolungarsi fino alle 21 in occasione delle prime due giornate di Gusti, giovedì e venerdì. Sabato 26 e domenica 27 infine gli orari saranno al mattino dalle 10 alle 13 e al pomeriggio dalle 15 alle 21. Durante i nove giorni di esposizione, saranno proiettati videoclip, e i visitatori potranno passare in rassegna le cinquecento immagini, di cui duecento in formato 70 centimetri per 50, e di 120 gigantografie e riproduzioni di cartoline storiche, rese ancora più interessanti dalla presenza in museo dei rievocatori medievali e della Grande guerra. Sezioni particolari sono dedicate al “Portfolio a Lucinico” e alle chine di Emanuele Musulin.

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