Vocazione turistica

di Spritz_Nero

Gentili lettori,

come già scritto in alcuni miei interventi su questo blog, il mio ambizioso obiettivo è quello di dare una smossa alle ormai da tempo spossate anime goriziane in cerca di formule concrete per arrivare a valide e, si spera, risolutive soluzioni. Sono fermamente convinto che le idee, se veramente valide, non hanno barriere o valichi insormontabili. Provarci non costa nulla. Mi permetto quindi di affrontare una questione che, a mio avviso, sta a cuore ai miei concittadini che spesso vengono dipinti con colori dai toni grigio scuri, (forse perché è la tinta d’interesse di una cerchia ristretta di governatori) ossia la “vocazione turistica” di Gorizia, come la definisce il sindaco.

Personalmente mi da parecchio fastidio sapere che ci sono giovani brillanti, magari con esperienze da raccontare ed idee da sviluppare, relegati nel angolo di qualche bar a leggere il giornale e bere la birra, mentre alcuni assessori ed i loro storici amichetti propongono le solite stagnanti iniziative che, oltre al rendimento personale, sono causa di deficit e scontento che grava sulle fragili spalle della comunità e spesso condite tra l’altro dal sarcasmo disprezzante abituale nei confronti della città: “Ma tanto a Gorizia no se pol”. Ma come? Diamo lavoro a gente che sputa pure nel piatto dove mangia? Goriziani, riprendiamoci la nostra città per cortesia.

Ma andiamo con ordine: chi dovrebbe occuparsi della “vocazione turistica” della città in primis è l’assessore del Parco culturale, Sviluppo turistico, Tutela e sviluppo delle risorse agricole, Università, Grandi eventi che risponderebbe al nome di Antonio Devetag. Già, risponderebbe perché, statene certi, non risponderà.

Questo assessore fantasma attaccato frontalmente dall’opposizione e contestato silenziosamente dalla maggioranza, occupa la poltrona al secondo mandato.

Tra le sue idee più innovative per rilanciare il turismo spicca la proposta “ingresso al castello di Gorizia gratuito a tutti i turisti purché pernottino una notte in città”. Fiero di questa imponente iniziativa si sbilanciava: si può pensare di applicare degli sconti agli stessi anche sugli spettacoli della stagione teatrale. Non mi dilungo nella descrizione delle altre sue proposte pare documentate ed emerse in faraoniche riunioni tra Provincia, Fondazioni, Associazioni alberghiere e tutto ciò che serve a far si che le cose rimangano teoriche con le adeguate complicanze che possano garantire lavoro ad un pò’ di impiegati comunali. Giustamente una persona di tale livello merita di ricoprire altri ed alti incarichi, come la presidenza del Mittelfest 2010: 19^ manifestazione che veniva denominata “Genio d’Europa” e che inevitabilmente si appiccicava alla schiena di Devetag come un pesce d’aprile alla fine della manifestazione stessa a causa dei 280mila euro circa di debito accumulato, flop di pubblico pesantissimo e richieste di dimissioni del nostro Tony da ogni dove.

La cosa più raccapricciante è che anche se proponete un concerto di Ligabue in duetto con Sprengsteen in Piazza Vittoria per 1000 euro non sarete presi in minima considerazione. Allora io mi chiedo: come si permette questo amministratore ad avere comportamenti di questo tipo? E’ arrogante o incompetente? Ciò non toglie l’obbligo di motivare pubblicamente le sue scelte e di incontrare uno per uno, se necessario, i cittadini che rappresenta. Senza se e senza ma.

Tornando a noi, visto che mi ero promesso di fare qualcosa di costruttivo e non distruttivo, a questo punto chiedo a chi avrà letto queste righe di intervenire con qualche idea propositiva cercando di rimanere sul tema “la vocazione turistica di Gorizia”.

Ripeto, benvenga l’ironia, però cercherei di evitare risposte del tipo “Gorizia non è Ibiza”, “non c’é la spiaggia” etc., bensì cerchiamo di capire se realmente possano esserci delle idee da concretizzare e da sviluppare.

Perché udinesi, triestini, veneziani, torinesi, parigini, giapponesi dovrebbero venire a visitare Gorizia?

Magari se troviamo qualche idea veramente interessante l’assessore al turismo ci premierà con una visita al castello gratuita. Sempre che si faccia trovare per il ritiro dei biglietti.

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Le opinioni dei lettori su "Vocazione turistica"

  1. Gorizia è una città ricca di storia e molti goriziani neanche lo sanno. Ricca di storia soprattutto dal Trattato di Campoformido in poi, la nostra città è stata protagonista durante la prima guerra mondiale e, anche se di meno, durante la seconda (riassegnazione dei confini e foibe).
    In Normandia, per un giorno solo di storia che li vedeva protagonisti(6 giugno ’44), sono riusciti ad attrarre turisti da tutto il mondo e noi, con due guerre mondiali e almeno 150 anni di storia alle spalle, riusciamo ad aprire solo due musei, peraltro mal gestiti e poco pubblicizzati, in borgo castello??
    Per non parlare della tradizione dei nostri grandi produttori di vino. In Germania nascono come fossero funghi musei della birra, e ,noi, con il Collio a due passi non riusciamo ad aprire un museo del vino, magari con l’aiuto dei grandi produttori??

  2. La “vocazione turistica” di Gorizia è innegabile.
    Come dice giustamente il sig.Munafò la Storia a Gorizia si respira in ogni angolo ed in ognio colpo d’occhio. prendendo ad esempio il panorama che si gode dal castello veneto, passando al Sacrario di Oslavia, le camminate sul giglione del Monte Sabotino adesso che non ci sono più confini ad impedirlo… e, con grande tristezza nel cuore, devo mio malgrado, ricordare le trincee, i bunker, le doline, le gallerie che son testimoni di un epoca che ha lasciato un ricordo indelebile negli Isontini e nei Goriziani in special modo.

    Pur sapendo, che la ristrutturazione e la pulizia di certi siti non sia cosa facile, aspetto davvero con ansia il progetto Carso 2014+, ricordando a tutti ilettori, che forse, certi progetti, oltre ad avere il paluso dell’europa intera ed in special modo di coloro che hanno combattuto su questi altipiani, dovrebbero, mi pare avere anche un cospiquo finanziamento Europeo.

    Detto questo e lasciando a chi di dovere il compito di provvedere a quanto sopra.
    Ricordo che il san Michele, il Calvario etc. monti SACRI alla Patria sono lasciati in uno stato di totale abbandono, senza dimenticare l’Isonzo, fiume Sacro alla Patria…. come si pretende che i visitatori possano essere “invogliati” ad un escursione in queste zone.

    In conclusione, aspetto di vedere cosa ne sarà di questo progetto
    Carso 2014+

  3. Gentili Antonino e Simo, intanto vi ringrazio per aver contribuito con le vostre preziose idee. In effetti si legge che il “progetto Carso 2014+” dovrebbe riqualificare tutte le zone che al momento sono in uno stato di semi degrado, o perlomeno, non valorizzate al punto giusto. Credo comunque che anche i musei esistenti e di prossima eventuale costruzione dovrebbero seguire dei canoni che tengano conto della tecnologia raggiunta e che utilizziamo abitualmente per comunicare. Cerco di spiegarmi meglio: non stabiliremo mai un contatto con gli UFO utilizzando segnali radio quando questi ultimi utilizzano segnali neutrini. Ossia, al giorno d’oggi trovo sia molto difficile far entrare a pagamento delle persone in un museo della guerra con la prospettiva di farceli stare per alcune decine di minuti davanti ad un elmetto o del filo spinato con le didascalie scritte con la macchina da scrivere negli anni ’60. Viviamo l’epoca della ricostruzione video tridimensionale, il mondo virtuale sta rimodellando quello reale. Credo che per ampliare il bacino di utenza di potenziali turisti bisogna tener conto anche di questi fattori. Certo, ci vogliono investimenti, ma altrimenti si rischia di fare delle cattedrali nel deserto visitate sporadicamente e casualmente da qualche nipote dei reduci di guerra o qualche appassionato storico come Simo. Per quanto riguarda il discorso museo del vino o similari, ribadisco quanto già scritto in un altro post: la maggior parte dei produttori del goriziano, curano esclusivamente i propri interessi ed il loro orticello. (In questo caso vigneto…) D’altronde sfido chiunque a mettersi in gioco con associazioni o cooperative quando già la propria etichetta e sovvenzioni a fondo perso varie garantiscono autonomamente loro un alto tenore di vita. Tra le varie idee dimenticate nei cassetti, tanti anni fa, qualcuno aveva depositato senza pretese di compensi sulla scrivania del già allora (ahinoi) assessor Devetag dei percorsi di escursioni enogastronomiche che in forma privata avevano dato scarsi risultati a causa dei tanti impedimenti burocratici con conseguente lievitamento del prezzo del prodotto finito, nonostante fosse stata studiata molto bene strutturalmente e dettagliatamente, con la gradita collaborazione di molti comuni della bassa friulana, aziende vitivinicole, prosciuttifici e via dicendo. Correva l’anno 1997 e già allora l’assessore ebbe la massima apertura con quella che diventerà il disco più gettonato nel suo juke box: ingresso gratuito al castello. Passano gli anni e il progetto finisce sulla scrivania del suo sucessore Crocetti. Zero periodico. D’altronde l’organizzazione di simili strutture richiede un certo impegno che, giustamente, ad un assessore porta poco se non nulla più di quello che già percepisce facendo le passeggiate nel bel cortile del Comune. Guardiamo avanti.

  4. Per intanto, per l’ambizioso progetto Carso 2014, di cui pochi sanno qualcosa, la provincia di Gherghetta, opposizione e maggioranza a braccetto, hanno pensato bene di recarsi in visita istituzionale in Ungheria per essere ricevuti dal potentissimo ministro della Difesa.
    Non sappiamo se, vista la presenza dell’assessore alla Pace Marincic, che si narra abbia guidato l’auto, ci sia stata la possibilità di consegnare un trattato di guerra o di pace, ma si presume il secondo.
    Nell’eccellente Staff al seguito di Gherghetta, oltre a validi funzionari ed altrettanto validi consiglieri di destra e sinistra, si annuncia con soddisfazione che la permanenza di alcuni, durata più di una settimana, abbia portato a ottimi risultati. Speriamo non solo in termini di conoscenze locali, analisi della mitica Palinka, e progetti condivisi. Se sul Carso si sono combattute aspre battaglie fra italiani e austroungarici, si è deciso, come spesso avviene, di rivolgersi prima alle lande più desolate e sconosciute della pianura ungherese. Tanto di wurstel e birra tutti abbiamo una discreta infarinatura…

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