Visita “pastorale” a Grado

Il copione si è puntualmente ripetuto. Quando le polemiche, e soprattutto la protesta, si elevano troppo, ecco che la nostra Presidente, Debora Serracchiani, questa volta senza la sua “ombra” Telesca, va in visita “pastorale”. Ieri è toccato a Grado dove la prevista cancellazione dell’ambulanza durante il periodo invernale ha infuocato il clima e messo in difficoltà i suoi fedelissimi, compreso il consigliere regionale espressione dell’Isola d’oro, combattuto tra il non alzare la voce, e il trattare dietro le quinte per far rientrare la decisione senza contraddire il “capo”. Immancabile una prima e scontata risposta affidata a un comunicato ufficiale dopo un incontro con il neo commissario Claudio Kovatsch: “esigenze Grado da esaminare con attenzione”. E che poteva dire di diverso anche perché da navigata condottiera non poteva dimenticare che nella primavera del prossimo anno i gradesi torneranno alle urne e riconquistare il Comune sarebbe una medaglia da appuntare al petto. Comunque il commissario deve averle illustrato per bene la situazione sanitaria locale rimandando così ogni decisione all’esame del piano dell’emergenza-urgenza da parte della terza commissione del Consiglio regionale. “Questo passaggio -dice ancora la Presidente nel comunicato- non è una semplice formalità ma un’occasione di leale confronto in una sede istituzionale dove saranno esaminate in dettaglio e con estrema attenzione anche le proposte di modifica riguardanti Grado”. “Grado -conclude la nota- sarà anche sede di un Centro di assistenza primaria che costituisce un importante presidio della salute, in linea con quanto previsto dalla riforma sanitaria”. Quando, come, perché? Basta con gli annunci, con le parole. Ai gradesi, come del resto a tutti gli abitanti del Friuli Venezia Giulia, serve altro, e in primis il non aver paura di star male. Il folle parto di togliere l’ambulanza è davvero inconcepibile. Ma chi lo ha ideato sa cos’è l’Isola d’oro d’inverno? Conosce le distanze “vere” con Monfalcone o altri ospedali, la situazione climatica, e tanti altri aspetti non secondari? L’emergenza-urgenza scritta a tavolino è ben diversa dalle “urgenze” di un infarto, di un ictus, di un soccorso in mare. Vite umane sacrificate sull’altare di un risparmio irrisorio rispetto ai tanti sprechi che tutti conoscono ma non toccano. Non ci resta che attendere come finirà questa ennesima assurdità di una riforma sanitaria con tante ombre e poche luci, ma soprattutto con poche certezze e per di più ancora da scrivere. E tra le certezze farebbe piacere che la nostra Presidente, tra un talk show, una festa dell’Unità, e missioni romane, trovasse il tempo per una visita “pastorale” anche a Gorizia per renderci edotti su altre cosine importanti tra cui quale sarà il futuro del “San Giovanni di Dio” tra un taglio e l’altro. Dopo quel famoso luglio che ci spiegò il perché della chiusura del punto nascita non l’abbiamo più vista nonostante la promessa di visitarci e aggiornarci ogni mese. E dopo Gorizia non guasterebbe anche un passaggio a Monfalcone dove sembra che la protesta covi anche li per i tagli all’ospedale e altro.

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