Vandali, messaggio contro la Pipistrel

La vicenda Pipistrel approda in parlamento. O meglio, vi fa ritorno. Dopo l’interrogazione presentata in gennaio dalla senatrice Laura Fasiolo (Pd) in merito alla completezza dei controlli autorizzativi presentati dalla società di Aidussina, il deputato Giorgio Brandolin (Pd) ha acceso i riflettori della Camera dei deputati sugli atti vandalici consumati in diverse occasioni contro lo stabilimento di via Trieste. «Dalle indagini» si legge nella risposta del vice ministro dell’interno, Filippo Bubbico, riportata dallo stesso Brandolin, «non è emerso alcun elemento che faccia pensare a motivazioni razziste, ma il ministero tramite la prefettura di Gorizia assicura la massima attenzione sul fatto». L’ultimo episodio lo scorso marzo, quando ignoti mandarono in frantumi quaranta vetrate, intrufolandosi nell’area del cantiere dopo aver tranciato la recinzione e disattivato il quadro elettrico, oscurando di conseguenza l’impianto di video sorveglianza. Ma proprio dal comunicato di Brandolin emergono nuovi inquietanti particolari. «In quell’occasione i responsabili dell’atto vandalico avevano lasciato un messaggio sul muro interno della struttura appena realizzata, scritto in inchiostro rosso: “Ivo go home”, ovvero “Ivo, vai a casa”, riferito a Ivo Boscarol, patron dell’azienda slovena». Nel testo dell’interrogazione, Brandolin chiedeva «quali elementi disponga il Ministro sulla vicenda e quali iniziative di competenza intenda assumere a tutela dell’azienda in questione, anche in considerazione della possibilità che il fatto, già grave in quanto atto vandalico diretto verso una nuova realtà imprenditoriale molto importante per il territorio, non sia aggravato da una componente nazionalistica e razzista». La risposta del vice ministro Bubbico, riportata dallo stesso Brandolin, sottolinea come «l’attività di indagine svolta dalla squadra mobile della provincia di Gorizia non ha permesso, purtroppo, di individuare i responsabili degli atti» e che «in ogni caso non è emerso alcun particolare tale da far ritenere che gli autori siano aderenti a ideologie di tipo nazionalistico o xenofobo. Considerata però la rilevanza delle azioni compiute, le attività di indagine in corso saranno sviluppate con la massima attenzione e celerità, proprio per offrire la massima certezza agli investitori stranieri di completa e totale agibilità nel nostro territorio. Se ciò non accadesse sarebbe un fatto gravissimo per il nostro paese». «Sarebbe stato molto grave» ha concluso Brandolin, «vedere la prima e unica importante iniziativa slovena che viene a realizzarsi sul territorio goriziano trovarsi di fronte a una comunità che non l’ha accettata».

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