Valletta, ordinanza di sgombero

«Sgomberate la Valletta del Corno!». È un verdetto che non lascia spazio a repliche quello stabilito dal sindaco Rodolfo Ziberna, che pare aver trovato nell’ipotesi più estrema la soluzione per sciogliere il nodo che nelle ultime settimane si è stretto intorno al parco di via Italico Brass, dove risultano essere ancora accampati un centinaio di migranti, nonostante il maltempo di ieri che aveva comunque spinto un gruppo di richiedenti asilo a trovare riparo sotto la galleria Bombi che collega piazza Vittoria e via Giustiniani. La stessa già sfruttata più di due mesi fa per accogliere i migranti cacciati dal “bunker” di via Grabizio dalla sede della Caritas diocesana di piazza San Francesco. Si tratta, oggi come allora, di richiedenti asilo fuori convenzione, vale a dire quelli che non trovano posto, per ragioni numeriche, all’interno delle due strutture convenzionate con la prefettura isontina, l’hub del San Giuseppe e il Nazareno. L’intenzione di firmare un’ordinanza di sgombero, che sarà attivata nei prossimi giorni, trova conferma nella lettera che il sindaco ha scritto al ministro degli Interni, Marco Minniti, e inoltrata per conoscenza anche alla presidente Debora Serracchiani, all’assessore regionale alla solidarietà, Gianni Torrenti, alla prefettura, alla questura e all’azienda sanitaria. «Mi trovo costretto, mio malgrado, a predisporre una nuova ordinanza di sgombero delle persone accampate alla Valletta del Corno» si legge nella lettera scritta dal sindaco, «contenente anche disposizioni anti-bivacco che saranno estese a tutta la città, così da scongiurare un semplice spostamento dei migranti da un’area verde all’altra. Mi spiace dover arrivare a questa decisione, ma una città non può trovarsi ad essere praticamente ostaggio di tale incresciosa situazione e a dover modificare in modo radicale la propria quotidianità». Per Ziberna, che ha segnalato al ministro anche la decisione di una società sportiva che si allena nella palestra della Valletta di sospendere la propria attività, ha espresso «preoccupazione e rabbia» perché Gorizia «ancora una volta si trova al centro di situazioni insostenibili, in quanto ospita oltre 300 persone nelle strutture convenzionate, nonostante Stato e Regione abbiano più volte assicurato un’equa distribuzione dei migranti in Italia e in regione». Stando ai parametri dell’accoglienza diffusa, Ziberna ha ricordato che a Gorizia spetterebbero all’incirca 90 richiedenti asilo. Ed è chiaro che la volontà del primo cittadino sia quella di non ospitarne nemmeno uno di più. «Le condizioni igieniche in cui vivono queste persone sono insostenibili» ha rimarcato il sindaco, «e di certo non sanabili con la collocazione di bagni chimici, una proposta irresponsabile che avrebbe come unica conseguenza l’insediamento permanente di migranti alla Valletta». Nella lettera, la richiesta che Ziberna rivolge a Minniti è quella di un trasferimento immediato dei migranti accampati in via Brass e di avviare al tempo stesso la ridistribuzione dei migranti sfruttando le caserme vuote, purché distanti dai centri abitati e dai confini della provincia di Gorizia. Il sindaco ha colto l’occasione anche per ribadire l’appello affinché venga modificato il regolamento Dublino III, «visto che oltre l’80 percento dei migranti che arrivano a Gorizia provengono da altri Paesi europei in cui si sono visti respingere la richiesta di asilo, ma che anziché essere rimandati nel primo Paese di accoglienza, rimangono in Italia per anni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *