Valletta, ecco l’ordinanza

L’ordinanza è pronta. Il sindaco Rodolfo Ziberna ha posto ieri sera la sua firma in calce al documento che stabilisce di fatto lo sgombero dell’accampamento di richiedenti asilo alla Valletta del Corno. Già nella notte tra lunedì e martedì un gruppo cospicuo di migranti si è trasferito momentaneamente sotto la volta della galleria Bombi per cercare un minimo riparo dal maltempo. L’ordinanza diventerà operativa nei prossimi giorni, e a quel punto la palla passerà alla polizia locale che, in coordinamento con le altre forze di polizia, sarà chiamata a intervenire sul posto per far rispettare quanto deciso dal primo cittadino. I contenuti del documento non sono stati ancora resi pubblici, se non per sommi capi. In sostanza, quella che si configura a tutti gli effetti come una nuova ordinanza “anti-bivacco” prevede principalmente il divieto a gruppi di persone particolarmente numerosi di stazionare tenendo un atteggiamento che, secondo quanto si apprende dagli uffici comunali, viene definito nell’ordinanza come “non consono al decoro urbano”. Ma non solo. Il documento, che sarà applicato in tutte le aree verdi della città, prevede anche il divieto di sdraiarsi sulle panchine, di espletare all’aperto i propri bisogni fisiologici e di posizionare tende o altre tipologie di riparo o accampamento in tutte le aree pubbliche della città. Chi sarà pizzicato in atteggiamenti contrari a quanto previsto dall’ordinanza sarà punibile con una sanzione amministrativa che andrà, a seconda dei casi, da 25 a 250 euro. Il sindaco Rodolfo Ziberna non ha ancora commentato la firma dell’ordinanza, in attesa che questa diventi operativa e soprattutto in attesa di ottenere una risposta dal ministro degli Interni, Marco Minniti, interpellato lunedì dal primo cittadino goriziano proprio in merito all’accampamento della Valletta del Corno, con la richiesta di un immediato trasferimento dei migranti dal parco di via Brass e, più in generale, dalla nostra città. Nel frattempo, il numero di migranti radunati alla Valletta, secondo quanto si apprende dai gruppi di volontari che si stanno occupando della prima accoglienza, starebbe raggiungendo quota 150. I volontari hanno iniziato a servire al mattino latte e biscotti per le “colazioni solidali”, ma si trovano davanti a oggettive difficoltà nell’ipotesi di aiutare i migranti anche per gli altri pasti della giornata, riuscendo a ricevere anche l’aiuto di volontari dal Veneto. «Personalmente ho iniziato a recuperare già a gennaio frutta e verdura che altrimenti sarebbe stata buttata per portarla a questi ragazzi, e da allora non ho più smesso» racconta Mauro Chiarabba del gruppo di volontari “L’altra voce”, che a Gorizia collabora con i volontari dell’associazione “Insieme con voi”, «alla Valletta dagli ultimi conteggi abbiamo superato le 130 presenze, ma il numero è in continuo aumento. Oggi riusciamo a garantire la colazione, mentre per un secondo pasto i numeri sono troppo elevati. Anche perché ai 130 della Valletta dobbiamo aggiungere i 50 ospitati al dormitorio della Caritas. Per fortuna ci stia aiutando anche un’associazione di Verona, “One bridge to Idomeni”, che lo scorso weekend ci ha fatto visita con ben sei volontari». Dalla testimonianza di Chiarabba emerge poi che, oltre al parco di via Brass, i richiedenti asilo starebbero continuando a frequentare anche la “Jungle”, il gruppo di accampamenti presenti lungo le sponde dell’Isonzo, tra via della Barca e via Lungo Isonzo Argentina. La prefettura, intanto, è ancora in attesa che il ministero si esprima sulla possibilità di attuare un nuovo trasferimento. Ipotesi oggi più che mai difficile da prevedere. In chiusura, la giornata di ieri è stata anche quella del sopralluogo di alcuni consiglieri regionali, tra cui Franco Codega e Silvana Cremaschi (Pd) al Cara e all’ex Cie di Gradisca. «Le due strutture vanno svuotate» il loro pensiero, «all’ex Cie ci sono ancora le gabbie in metallo e in stanze che dovrebbero ospitare 4 persone ce ne sono 11».

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