Valenti, Confindustria resti a Gorizia

La sede della Confindustria provinciale resti a Gorizia. E’ l’appello lanciato dal consigliere regionale del Pdl, Gaetano Valenti, di fronte alle indiscrezioni di stampa che indicano come probabile la fusione tra le associazioni degli industriali di Gorizia e Trieste, con sede operativa unica a Monfalcone. «In un momento di grave crisi del sistema industriale regionale, è quantomai opportuno lavorare a ipotesi di sinergia, che contemplino collaborazioni e partnerariati con realtà affini come quelle di Trieste – commenta Valenti -. Credo tuttavia che sia fondamentale difendere l’autonomia organizzativa delle due associazioni territoriali, al fine di non svilire il determinante ruolo delle tante imprese industriali e artigiane attive anche nell’Isontino e non solo del Monfalconese».

Gaetano Valenti (64), coordinatore provinciale del Pdl.
Per il coordinatore provinciale del Pdl, la designazione di una figura di spicco del panorama industriale italiano come l’ad di Fincantieri Giuseppe Bono «costituirebbe la miglior scelta per la successione a Gianfranco Di Bert, garantendo al contempo una forte rappresentatività all’azienda attorno alla quale gravita il 40 per cento del volume d’affari del tessuto produttivo della nostra provincia». Per Valenti, tuttavia, «accanto a colossi quali Fincantieri esistono in provincia decine di piccole e medie imprese e di artigiani, associati alla Confindustria goriziana, che vantano centinaia di addetti e contribuiscono in maniera altrettanto determinante all’economia provinciale. Oggi questi piccoli imprenditori sono pienamente rappresentati nell’attuale assetto di Assindustria: una revisione organizzativa di “area vasta” rischierebbe di penalizzare proprio la realtà isontina, che troverebbe verosimilmente meno voce in capitolo nel contesto di un’unica organizzazione transprovinciale». Per il consigliere regionale, «non si tratta di questioni di campanile: il momento storico impone scelte ragionate, che non possono prescindere dall’analisi della situazione contingente. Dopo aver perso la zona Franca, il tessuto produttivo goriziano è stato chiamato a vivere un periodo di forte sofferenza. E’ necessario pertanto operare nella direzione che permetta di creare le condizioni adatte a favorire nuovi investimenti sul territorio e la nascita di nuovi insediamenti industriali», conclude Valenti.

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