Vado avanti io che mi vien da ridere

Recentemente, incuriosito anche dai commenti che si possono leggere sui blog che si occupano delle vicende riguardanti l’isontino tra cui la pista di sci, anzi bob, di Piazza Vittoria, ho fatto una bella camminata tarda serale tra le desertiche ed umide vie goriziane a curiosare la nuova veste di questa discussa cittadina.
Premesso che ho lasciato in soffitta la gorizianità che ho nel dna e che spesso mi induce a giudicare tutte le cose con scetticismo e negatività, ho serenamente e volutamente parcheggiato la mia macchinetta a 5 chilometri dal luogo che avrei dovuto raggiungere in seguito, per appunto osservare obiettivamente i cambiamenti metropolitani.
Nonostante la mia ritrovata serenità interiore e la buona volontà mi imbatto immediatamente in qualcosa che mi fa sussultare: fuori da un negozio in via Garibaldi noto una colonnina di legno con a capo una tecca in vetro contenente dei candelabri che nell’uggiosa serata diffondono la loro timida luce. La mia serenità viene immediatamente scossa da quel immagine che mi ricorda i tempietti che si trovano a bordo delle strade greche e che servono a commemorare i deceduti degli incidenti stradali. Realizzo non possa trattarsi della stessa cosa, vuoi perché non è usanza nostrana, vuoi perché la via in questione è pedonale. Cosa sarà quindi? Il negozio che espone le candele cesserà l’attività tra qualche mese, penso allora ad una goliardia di qualche collega o una forma di protesta verso lo Stato e le tassazioni che strozzano il commercio. Lascio il quesito aperto e cerco di risolverlo al caldo, protetto dai muri del locale difronte. Detto fatto: proprio all’interno della locanda rivedo la colonnina simil mortuaria e scopro che è un’iniziativa commerciale di un’associazione cui eviterò di fare il nome per ovvi motivi.

Complice anche un avventore maleducato che si esibisce in un divertente siparietto (divertente a mio avviso), dubbio comportamento forse giustificato e sospinto dalla crisi non solo economica che stiamo vivendo, ripenso a quello che mi ha regalato la mia città in meno di 5 minuti e mi faccio la prima risata.
Viste le premesse non perdo tempo e mi dirigo verso Piazza Vittoria passando per il nuovo Corso Pedonalitalia occupato da casette in legno molto stilose. Osservo le vetrine dei negozi ed è inevitabile constatare che, pur essendo in pieno centro, le attività commerciali esistenti hanno dei profili molto bassi rispetto le città dove il centro ospita marche di prestigio e merce non reperibile nei centri commerciali.
Obiettivamente mi piace il nuovo volto della città che in pochi anni si è trasformata sicuramente in meglio, anche se continua a lasciarmi perplesso la scarsa funzionalità; vedere ma non toccare.
Passando per via Crispi, che vista la trascuratezza di certi edifici e complice lo scenario della nottata invernale goriziana andrebbe rinominata via Christie (Agatha), arrivo in Piazza Vittoria; giuro su tutto quello che ho di più caro che non ero predisposto alla risata davanti alla nuova opera ricreativa, ossia la “pista da bob”. Eppure non ho resistito.
Le buone intenzioni comunali hanno scaturito un palco bianco in materiale plastico che si erge nel suo splendore per un’altezza massima di 3 metri e mezzo, 4 massimo e scende a valle per una lunghezza di forse 20 metri. Non sono un geometra né tantomeno uno sciatore, la neve non è il mio forte, ma credo che gli unici a poter usufruire della struttura saranno i bambini dai 2 ai 3 anni. Anche gli aspiranti suicidi finirebbero nel reparto ortopedia anziché all’obitorio scegliessero di farla finita lanciandosi dalla vetta.
Parte un’altra risata, alzo gli occhi al cielo in segno di sconforto e faccio un’altra scoperta sensazionale: il braccio meccanico che decora il castello (castello che con un po’ di “devetachite” avevo scordato esistesse), visto che non può essere usato per terminare il famoso impianto di risalita, viene utilizzato come supporto per una luminosa stella cometa, donando un certo romanticismo al paesaggio.
Quasi stordito da tutte queste novità in un sol colpo e sentendomi come Vidoz dopo un incontro particolarmente combattuto, decido di scomparire in via Rastello che per l’occasione si tenge di grottesca nell’eco desolato dei miei passi, di due indefiniti figuri che mi seguono ed il commento “sull’albero non hanno nemmeno messo la stella” di una mamma che rivolgendosi al bambino contribuisce nella sua formazione pessimist-goriziana.

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Le opinioni dei lettori su "Vado avanti io che mi vien da ridere"

  1. Alcuni giorni fa, esprimevo il mio parere non proprio positivo sulla “pista da bob” allestita in Piazza Vittoria. La mia libera coscienza mi spinge ad ammettere di aver espresso un giudizio errato, scaturito probabilmente da informazioni sbagliate in mio possesso e sicuramente dalla mia ignoranza in materia. Se fino all’altro ieri pensavo che la “pista di bob” fosse solo riconducibile ad un cocainomane americano, ho scoperto con non celato piacere che in realtà si tratta di una “pista per snowboard” che ha reso il sabato sera di numerosi ragazzini goriziani molto divertente, in uno scenario inusuale e pare, rivitalizzato. Lo snowboard infatti è principalmente indicato al genere umano “ribelle” e scatenato, termini che generalmente meglio calzano addosso ai teenagers, anche se la sana pazzia che ci spinge verso imprese più o meno pericolose non ha limiti di età. Quindi torno sui miei passi e, dopo aver visto con i miei occhi i risultati, altro non posso fare che congratularmi con chi ha sostenuto questa iniziativa che pare funzionare. Snowboard e musica Hip Hop, che contorna, sono elementi che danno una nuova linfa vitale ad una città a misura di vecchio. (da non confondersi con anziano) A mio avviso direi che quanto visto nel week end sia un timido segnale che la strada intrapresa è quella giusta e la città nonostante le molte resistenze e scetticismi iniziali pare cominci a dare segni di moderato risveglio, riversando la propria cittadinanza per le vie goriziane. Tra l’altro, senza statistiche alla mano, si è avuta l’impressione di un coinvolgimento anche di qualche forestiero. Insomma, non sono un politico e quindi trovo normale fare le mie scuse a chi si è adoperato per creare queste iniziative, sono felice per Gorizia e sarei ancor più felice di vedere qualche miglioramento anche in castello. A questo punto i lumini fuori dai negozi potrebbero essere anche tolti perché forse la città dei morti si sta risvegliando. Forse.

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