Vaccini, tre casi in città

«Sta filando tutto liscio». È alquanto esplicativo il commento dell’assessore comunale ai servizi educativi, Silvana Romano, sul tema delle vaccinazioni obbligatorie per i bambini degli asili nidi e delle scuole dell’infanzia di Gorizia. I numeri, a volte molto elevati, che si stanno registrando in altre città della nostra regione sembra dunque subiscano un drastico ridimensionamento appena varcate le sponde dell’Isonzo. Altrove, alcune famiglie hanno già deciso di ritirare i propri bimbi dagli asili e altre hanno richiesto incontri informativi. A Gorizia il numero di questi casi si ferma a 3 famiglie, che avrebbero presentato una documentazione diversa rispetto all’autodichiarazione prestampata fornita dalla Regione, sostituita da una semplice lettera raccomandata inviata all’azienda sanitaria, con la quale le famiglie avrebbero richiesto un colloqui informativo per ricevere tutte le informazioni necessarie a effettuare quella che per i No vax è una scelta responsabile. «Queste tre famiglie hanno già fissato un appuntamento con l’azienda sanitaria» conferma l’assessore comunale ai servizi educativi, Silvana Romano, «e forse a queste se ne affiancherà una quarta. Noi, come Comune, attendiamo di essere portati a conoscenza di quanto sarà discusso durante l’incontro, ma ancora non sappiamo se sia stata fissata una data. Quel che è certo è che al momento tutti i bambini risultano entrati negli asili senza problemi. In più, stiamo lavorando a un opuscolo informativo su scadenze e modalità delle vaccinazioni obbligatorie da consegnare durante gli appuntamenti con le famiglie in Municipio». In tutto, i bambini iscritti quest’anno alle scuole dell’infanzia comunali “Livio Clemente” di corte Sant’Ilario e “Il bosco incantato” di via Romagna sono 196, mentre altri 140 risultano iscritti ai nidi comunali “Scoprire e giocare” di via Max Fabiani, “Incantatempo” di viale Virgilio e “Tiki Taka” in via Rocca, con lingua di insegnamento slovena, compresi anche gli 8 posti convenzionati presso “Il giardino incantato” di via Pasubio. Gli uffici comunali si erano attivati con largo anticipo per la raccolta della documentazione necessaria, raccogliendo anche le fotocopie dei libretti sanitari dei bambini iscritti agli asili. Sei hanno già presentato il certificato e altri due, attualmente all’estero, sono ancora attesi al rientro a scuola. Tutte le altre famiglie hanno presentato l’autodichiarazione, ma a integrarla con il certificato ufficiale ci penseranno gli uffici del centro Lenassi, che hanno già fatto sottoscrivere ai genitori la liberatoria per la privacy che consentirà di attivare un filo diretto tra Comune e azienda sanitaria per il trasferimento dei dati relativi alla avvenuta vaccinazione dei bambini. Le famiglie, in questo modo, non dovranno più fare nessuna corsa agli ambulatori del centro vaccinale di via Vittorio Veneto. La scadenza dell’11 settembre e, soprattutto, l’obbligo tassativo di presentare almeno un documento che certifichi l’appuntamento per l’iniezione al fine di evitare di essere respinti dall’asilo, riguarda esclusivamente i nidi e le scuole dell’infanzia. Le famiglie i cui figli frequentano la scuola dell’obbligo, quindi fino ai 16 anni di età, dovranno cerchiare in rosso sul calendario la data del prossimo 31 ottobre, che sarà valida anche per le scuole private non paritarie. Chi non dovesse rispettare gli obblighi vaccinali incorre in una sanzione che va da 100 a 500 euro.

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