Ancora di uomini e topi…

La Guardia di finanza di Gorizia ha scoperto un’evasione fiscale di oltre due milioni di euro. Evaso il pagamento delle imposte dirette, Irap e Iva,nonche’ al versamento delle imposte dovute per le annualita’ 2006, 2007 e 2008. L’imprenditore controllato aveva tenuto e conservato la contabilita’ in modo corretto, ma non aveva presentato la dichiarazione dei redditi. In una città in profonda crisi, in cui la vulgata comune è sempre: non ci sono i soldi per investire scopriamo che c’è un imprenditore in grado di evadere due milioni di euro. Il che significa che ne guadagna almeno 3 volte tanti. Il che suona come una conferma, se mai ve ne fosse stato bisogno, che quella classe imprenditoriale parassitaria ed inetta arrichitasi negli anni della guerra fredda con i contributi statali e magari anche realizzando operazioni poco trasparenti in italia e all’estero, è ancora ben viva e operativa. Sono gli stessi “imprenditori” (la parola va non ha caso messa tra virgolette) che bloccano il mercato immobiliare commerciale impendendo a forze fresche di rinnovare il mercato. Sono loro il vero cancro che sta rodendo la nostra città. Visto che in giro non sembra ci siano nuove menti imprenditoriali in grado di spazzare le loro posizioni di monopolio, speriamo sia la giustizia o per lo meno la guardia di finanza a fare piazza.

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Le opinioni dei lettori su "Ancora di uomini e topi…"

  1. Personalmente la divulgazione di queste notizie a frequenza ciclica mi lasciano se non altro perplesso. Vien da chiedersi infatti chi nel goriziano possa evadere per sbadatezza 2 milioni di euro (perché appunto dovrebbe in proporzione guadagnarne 3 volte tanto e credo diventi facilmente rintracciabile senza che la Guardia di Finanza attenda 3 anni) e, cosa altrettanto curiosa, il perché ogni sei mesi circa si dia notizia dei recuperi di inestimabili tesori evasi stando ben attenti a non rendere pubblico il nome dell’evasore. E non capisco il perché. Sarebbe come occultare al pubblico il nome di Tanzi (ex patron Parmalat). Strano perché basta non emettere uno scontrino da parte di un commerciante che il giorno dopo si ritrova sui giornali locali con nome, cognome e foto.

  2. …. E’ davvero uno schifo. Anche io sono un commerciante o Imprenditore, che dir si voglia, e certe notizie mi fanno vergognare di appartenere a questa categoria.
    La mia attività, iniziata dal n3l 1939 da mio nonno e continuata da mio padre ed ora da me non ha mai nascosto nulla, ne al fisco ne a nessuno, in quanto si preferisce lavorare onestamente, pagando quello che c’è da pagare(che sia troppo poi è un altro discorso) per vivere serenamente ed in pace con la legge, la città e la coscienza.
    In questo periodo di crisi ancora di più, visto che le famose “giubbe grigie” di Tremonti(scherzo) sono ancora più accanite alla ricerca degli evasori e dei truffatori. Sono sempre stato contro l’evasione viscale e le “furberie” perchè chi ne fa le spese sono in primo luogo io se vengo “beccato” e credetemi, se vogliono, ti beccano !!!!

    In questo periodo si deve stringere i denti, meno vacanze, meno amanti, meno casinò oltre confine. In questo periodo, per come la vedo io, si dovrebbe puntare un pò di più sull economia cittadina, per tenere “Viva” la città e non portare soldi fuori ed arricchire Slovenia, Austria, Veneto etc. In questi periodi, secondo me, non c’è altra soluzione che andare in letargo con le spese, per godersi al meglio le feste della famiglia come Natale e Pasqua, e magari pensare a come migliorarsi per il 2011, sempre nel rispetto di se stessi e degli altri !

    Questo è il mio pensiero, e mi auguro la accetterete come tale.

    Grazie
    Simone

  3. Ecco Simone, hai centrato il “pensiero crisi” che non mi pare sia particolarmente chiaro a tutti di questi tempi; periodo nel quale il termine “crisi” viene spesso confuso con “ridimensionamento”. Dover rinunciare alle vacanze alle Seychelles, frequentazioni al Casinò e privé con profumate entreneuse, non mi pare si possa definire crisi. Crisi non è dover rinunciare al cellulare ultima generazione, all’i-pad, all’abbonamento a SKY, al vestirsi firmati o, cosa che ti tocca particolarmente visto che le vendi immagino, all’automobile euro 6. Non pensi una persona che guadagna 1000 euro al mese che passata la “crisi” ne guadagnerà 3000. Ci sono sempre stati i poveri ed i ricchi, chi può e chi non può. E così sarà sempre. Di sicuro è che solo fino a 15 anni fa le persone non erano tempestate di offerte commerciali e di immagini stereotipate da inseguire con ossesione per raggiungere la felicità promessa. La corsa all’acquisto dell’inutile, che ci presentano come l’indispensabile, non esisteva. Di crisi può parlare chi pur rinunciando a tutto ciò ha difficoltà ad arrivare a fine mese per comperarsi da mangiare o pagarsi l’affitto. O no?

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