Un’ombra oltre l’ultima ridotta

C’era luna piena l’altra notte e mi è venuta voglia di guardarvi un po’. Mi sono arrampicato su un’altura che domina le ridotte fortificate settentrionali e, protetto dalle ombre della notte, vi ho osservato a lungo.
Vi confesserò che me la ricordavo diversa la Fortezza. E’ cambiata molto dall’ultima volta che l’ho visitata, mi è parsa sbiadita, quasi consumata dal passare degli inverni e dalla trascuratezza di chi per generazioni l’ha abitata senza prestarle cura. Poche luci la illuminano la notte e la gente che ne attraversa le strade ha un’aria dimessa e sconcerta. Sedute ai tavoli delle taverne le persone bevono molto, forse per dimenticare o forse (questo mi è venuto in mente guardandole ieri sera) perchè hanno già tutto dimenticato. Si ha l’impressione che siano in molti fra voi a chiedersi che senso abbia ormai difendere queste mura invecchiate, questa fortezza senza uno scopo, questa frontiere senza più stranieri.
A proposito: ho fatto caso che vi siete dati un gran da fare ultimamente a rimettere a nuovo qualche viuzza attorno alla rocca. Ma ha senso avere tante strade belle, nuove e ordinate se nessuno sa veramente dove andare?
Mi avete aspettato per anni senza sapere chi io fossi veramente. Ognuno di voi mi regalava la forma dei suoi incubi e delle sue paure ancestrali. C’era chi mi dava tratti orientali e lingua slava, chi preferiva dipingermi con i colori del sud e avvolto in grigie uniformi. Mi avete combattuto con tanta truce disperazione da distruggere ogni cosa attorno a voi ma, paradosso di tutti i paradossi, nessuno di voi mi ha in realtà mai incontrato. Attraversavo a dire al vero ogni tanto le vostre strade, di ritorno da qualche viaggio e mi piaceva fermarmi per un po’ tra voi.  Ma nessuno  mi ha riconosciuto. I nemici erano sempre altri, un’altra la guerra da combattere.
Oggi non siete più nulla perché la storia è passata sotto le vostre mura lasciandovi indietro, le cose sono cambiate attorno a voi e il loro mutare non vi appartiene più. Siete prigionieri di questa fortezza che avete difeso senza amare, di una terra che avete consumato senza coltivare, di un passato che vi imprigiona senza scampo.
E adesso che le mie orde sono qua davvero, adesso che sto per portarvi finalmente la buona battaglia, adesso che la tempesta sta per arrivare non ci sarà più nessuno che avrà la forza di alzarsi in piedi e combattere.
Io sono il principe dei Tartari, porto sconcerto e cambiamento, suono le trombe del destino che sgretoleranno le vostre mura. La fortezza cadrà.

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