Una festa sbiadita

Ricordi e emozioni di dieci anni fa. In un piazzale della Transalpina non certo affollato è stata ricordata la notte del 30 aprile 2004, quando la Slovenia festeggiò sotto gli occhi dell’allora presidente della commissione europea Romano Prodi l’ingresso nell’Unione. Ricordi che oggi, quasi nell’indifferenza delle due città di Gorizia e Nova Gorica, si mescolano ancora ai progetti di integrazione, tutti o quasi costretti a rallentare bruscamente per una crisi economica che soffoca l’Italia e ancora di più la Slovenia, che come se non bastasse ora è chiamata a superare anche una crisi politica che rischia di mettere in ginocchio il governo di Lubiana. Insomma, un panorama lontanissimo da quello di speranza e di spirito europeo profuso dieci anni fa, quando i tempi erano diversi e di crisi economica nessuno aveva ancora sentito parlare. E forse è anche per questo motivo che ieri, in Transalpina, la commemorazione è stata snobbata un po’ da tutti, al di qua come al di la del confine. Unico baluardo di Gorizia, Nova Gorica e San Pietro, un colosso ancora acerbo dal punto di vista amministrativo, è il Gect, attorno al quale si lavora da ormai più di quattro anni, e che ancora stenta a dimostrare le proprie declamate potenzialità. Insomma, in dieci anni la fiducia verso l’Europa è svanita, nonostante le prossime elezioni del 25 maggio, che se dovessimo considerare la commemorazione di ieri come giusta antifona, viaggiano a tutta velocità verso il tonfo dell’affluenza alle urne.

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