Una domanda senza risposta

Poco più di 30 ore on line e contatti che ormai si contano nell’ordine delle migliaia. E’ indubitabile che il nostro innocuo “divertissement” sull’occupazione scolastica a Gorizia ha avuto il merito di accendere un dibattito molto interessante e partecipato. Abbiamo ricevuto critiche cortesi, altre meno per le nostre affermazioni e, come dovrebbe succedere in ogni blog che si rispetti, la discussione tra i lettori ha poi preso la sua strada rendendo ancora più vivo il dibattito. Persino le estemporanee dichiarazioni di alcuni attenti lettori ci hanno divertito per il loro delizioso tono “naive” e per la colorità espressività delle allocuzioni. Con il sorriso sulle labbra, ci permettiamo solo di ricordare che il reato di “incitamento all’odio etnico e raziale” è faccenda molto grave e procedibile d’ufficio. Noi ovviamente non intendiamo denunciare NESSUNO per NESSUNA espressione intellettuale per quanto discutibile essa possa essere, ma semplicemente ricordare che, come ogni blog di libera discussione, anche questo è monitorato. Quindi figlioli continuate a leggerci, esprimete pure con rudezza il vostro pensiero, contestate ovviamente ogni affermazione che non vi aggrada ma, se volete accettare un consiglio, cercate di non andare oltre i limiti per non mettervi nei guai.
Detto questo resta inevaso un quesito che abbiamo avanzato ieri partendo proprio da una bella lettera inviataci da un lettore firmatesi polo sloveno.
Citiamo:
“Inoltre pensiamo sia opportuno aggiungere che abbiamo analizzato nel dettaglio le motivazioni che ci hanno spinto a protestare e preparato un programma giornaliero che comprende diverse conferenze tenute da personaggi di rilievo nell’ambito politico e numerosi dibattiti”
Ripetiamo quindi la nostra domanda: E’ per caso capitato che esponenti partitici si siano recati in un istituto scolastico a fare propaganda durante il normale orario di lezione sia pure autogestita?
Ricordando a tal proposito la lettera ricevuta alcune settimane fa da una nostra lettrice che lamentava una presunta eccessiva invadenza della politica in classe con alcuni professori eccessivamente schierati che facevano comizi invece che lezioni, ci piacerebbe sapere se quanto affermato dai lettori che si firmano Polo sloveno, sia vero o semplicemente frutto di un’errata formulazione della frase.
Ci permettiamo di chiedere questo non per criminalizzare degli studenti, che di questa situazione sarebbero sempre e comunque vittime, ma per stigmatizzare ancora una volta chi (come successe in un paesino Lombardo solo poche settimane fa) “usa” studenti e aule scolastiche per costruirsi la sua misera carieruccia politica.

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Le opinioni dei lettori su "Una domanda senza risposta"

  1. Beh a scuola si può fare politica e politica. Un conto è riempire la scuola di simboli partitici a spese dei cittadini ( perdipiù in una scuola elementare) un conto è parlare di politica con degli adolescenti. Siccome è noto e arcinoto che questo governo ha tagliato i fondi alla scuola ( usando l’elegante termine “razionalizzare” che però significa altro ) non mi scandalizzo per niente se chi a scuola lavora non è d’accordo. L’Italia spende per la scuola meno di tutti gli altri Paesi sviluppati, spenderà ancora di meno. Quanto agli esponenti politici, dovrebbero fare a gara per andare a parlare in una scuola occupata, a dire eventualmente ai ragazzi se e perchè sbagliano. I miei auguri a questi ragazzi che hanno dimostrato di tenerci al proprio futuro. Forse se Rosa Parks non si fosse seduta nel posto riservato ai bianchi ( commettendo un’azione allora illegale ) il razzismo sarebbe oggi più forte e il mondo un mondo peggiore.

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