Un pastorale “pesante”

Monsignor Redaelli, Arcivescovo di Gorizia. Foto Bumbaca
Monsignor Redaelli, Arcivescovo di Gorizia. Foto Bumbaca
De Antoni cita il Cardinal Martini all’atto della consegna del pastorale degli Stati provinciali all’Arcivescovo entrante, Carlo Redaelli. «Vedrai quanto sarà pesante questo pastorale», le stesse parole che Martini rivolse a Dionigi Tettamanzi, suo successore alla guida dell’Arcidiocesi di Milano. Sono passati 10 anni, ma le analogie tra Redaelli e Carlo Maria Martini non si fermano qui.
Oltre al nome, sul quale ieri sera l’Arcivescovo di Gorizia ha raccontato un divertente aneddoto («I miei genitori e i padrini non riuscivano a mettersi d’accordo»), bisogna ricordare che il primo prete ordinato dal Cardinal Martini a Milano fu proprio Redaelli. Il quale è considerato oggi uno dei più alti esponenti del pensiero liturgico martiniano, che ha dimostrato anche ieri sera durante l’omelia, limitandosi a commentare le letture, semplificandole e rendendone più chiaro il significato per tutti. A conferma delle grandi doti da comunicatore già messe in mostra durante i primi incontri con i fedeli, specialmente in quello con i giovani, sulla carta forse il più complicato.
Il ritratto che esce dal primo contatto con Monsignor Redaelli è certamente quello di una persona semplice, amabile, capace di stare in mezzo alla gente. Ottime premesse per quello che tutti si augurano possa essere un lungo e proficuo mandato nella Chiesa di Gorizia.

Clicca su un’immagine per ingrandirla. Muoviti tra le immagini con le frecce della tastiera. Foto Bumbaca.
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