Un gioiello che chiede aiuto

In questi giorni ha compiuto 27 anni, ma già sente il peso del tempo. Torniamo a parlare del meraviglioso museo Ford sullo stradone della Mainizza, inaugurato nell’ottobre del 1987, e del suo infaticabile proprietario Paolo Gratton che all’alba degli 87 anni accudisce con la passione di un tempo i suoi preziosi cimeli. Una perla, il museo dell’automobile, che meriterebbe maggiori attenzioni anche da parte degli enti pubblici per garantire in primis un’apertura regolare almeno nei fine settimana, come abbiamo proposto proprio su “Foglio” nei giorni scorsi, e qualche bella tirata a lucido, nonostante l’apprezzabile impegno di un gruppo di volontari che si stanno organizzando per assistere Gratton proprio nelle lunghe e faticose opere di pulizia. Persona d’un tempo, Gratton, fatta di cuore, valore e sentimenti, che ieri ha aperto le porte del suo museo per accogliere gli oltre cento partecipanti al raduno di auto storiche delle “Antiche scuderie isontine”, con oltre 60 mezzi arrivati da tutta la regione e anche da fuori. “In questo salone -ci ha confidato Gratton- ci sono l’impegno e la dedizione di tutta una vita, questo museo è il mio cuore. Ma gestirlo alla mia età è diventata una piccola impresa, soprattutto dopo che non è stato concesso il rinnovo della patente”. “Per fortuna qualcuno che mi da una mano c’è, e altri continuano a offrirsi per aiutare, ma il lavoro da fare è davvero tanto”. Il capannone della Mainizza infatti, che già dall’esterno offre la ricostruzione della facciata della prima fabbrica Ford in Italia, costruita a Trieste nel 1923, ospita attualmente una sessantina di automobili costruite tra gli ultimi anni dell’Ottocento e gli anni Settanta del Novecento, oltre a una quarantina di moto, dalle “Guzzi” alle “Indian”, biciclette, mezzi militari e persino un jet dell’Aeronautica militare italiana. Una parte del museo è poi dedicata alle radio, altra grande passione di Gratton, trasmittenti e riceventi militari, grammofoni, telegrafi, telefoni d’ogni sorta e una ricostruzione curata dalla stesso Gratton della prima radio di Marconi. Tra le auto, oltre ai grandi classici con il marchio Ford, alcune deliziose chicche della storia dei motori, dalla “15M” modificata dallo stesso Gratton per essere guidata dal bagagliaio grazie a una cinepresa montata sul tettuccio, idea che strabiliò il pubblico di Torino nel dicembre del 1967 venendo anche eletta “curiosità dell’anno”, o ancora una “Taunus” capace di “spezzarsi” in due per facilitare le curve, separando come in un film d’azione la parte anteriore a quella posteriore per poi ricomporsi in corsa. Gioielli che farebbero la gioia di ogni appassionato ma che senza il dovuto risalto rischiano di non poter essere apprezzati quanto meritino. Da parte nostra, non possiamo che rinnovare l’invito agli enti pubblici e alle fondazioni attive nella nostra città per farsi carico della cura di un tesoro inestimabile, convinti che possieda tutte le qualità per inserirsi tra le mete turistiche di Gorizia e dell’Isontino.

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