Umido e tetro: lo stato dell’Ossario di Oslavia

Lo stato di abbandono all'esterno dell'Ossario di Oslavia.
Lo stato di abbandono all'esterno dell'Ossario di Oslavia.
Umidità e poca luce. È questo lo stato in cui versa l’Ossario di Oslavia, monumento militare in cui riposano circa 58 mila caduti della Prima Guerra Mondiale degli eserciti Italiano ed Austro Ungarico, di cui 36 mila ignoti.
Proprio nelle 3 tombe degli ignoti si notano, procedendo a tentoni per la scarsa illuminazione, le peggiori situazioni di igiene e decoro del luogo. Muffa sulle pareti, stalattiti che scendono dalle volte e conseguenti accumuli di residui minerali sul pavimento sono l’evidenza della scarsa, se non addirittura inesistente, cura dell’Ossario. Non è migliore la situazione all’entrata del monumento, dove i visitatori sono accolti da un poco rassicurante cartello “Attenzione possibile caduta materiali dall’alto”. Si entra quindi nella sala principale. Il basamento della croce che ricorda i caduti di guerra è ricoperto da teli in plastica.
L’aria di abbandono si percepisce anche all’esterno del monumento. L’erba alta fa da cornice all’Ossario. Pericoloso, infine, lo stato di rovina dei gradini che portano alle tre tombe degli ignoti.
Costruito nel ’38, a vent’anni dal termine del conflitto, il Sacrario versa oggi in condizioni fatiscenti e, a volte, persino pericolose per i visitatori che volessero entrarvi. Un forte intervento di restauro è necessario. Non solo per ridonare alla città di Gorizia uno dei maggiori simboli della Prima Guerra Mondiale, ma per restituire il decoro e l’onore ai 58 mila caduti che vi riposano.
Una prima raccolta fondi è organizzata per sabato sera in Piazza Vittoria alle 21 con lo spettacolo di memorie Anime di Trincea.

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