Turisti a Gorizia

di Spritz_Nero

Il turismo è la pratica, l’azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di svago, conoscenza ed istruzione.
Per un periodo di almeno una notte, ma non superiore all’anno.
Partiamo dalla definizione di turismo e poniamoci la domanda: perché mai degli individui dovrebbero scegliere Gorizia a scopo di svago, conoscenza o istruzione?
Cosa offre la città o cosa potrebbe offrire ai turisti?
SVAGO Gorizia città non è bagnata dal mare (…ma spesso dalla pioggia), non ha spiagge o parchi acquatici, non è in montagna, non ci sono quindi piste da sci ed impianti di risalita, non offre attività estreme come il bunging jumping o rafting, non esistono discoteche o locali notturni di particolare interesse, propone stagioni teatrali e concerti classici nella norma, (limitandosi al classico tra l’altro) non esistono case da gioco, parchi tematici o strutture sportive quali circuiti automobilistici o motociclistici o stadi all’avanguardia. Non ci sono società sportive impegnate ad alto livello nazionale. L’ente fiera ha un ruolo marginale ad un mezzo passo dalla parola fine. Le poche strutture ricettive si limitano alla gestione, magari proponendo sporadicamente qualche iniziativa per i loro clienti. (spesso però goriziani) Non ci sono i coffe shop’s, le ragazze in vetrina, i centri massaggi thailandesi multi uso, scuole di ballo caraibiche, tango argentino o quant’altro. Non si può praticare il tiro al piattello, la pesca d’altura o il diving.
La lista potrebbe proseguire ma termino qua per evitare la noia all’attento lettore che ha capito già dalle righe iniziali dove volevo parare, ossia che Gorizia non può permettersi di attirare turisti con la “scusa dello svago”. Togliamo quindi una fetta sostanziosa del turismo di massa, che nel mondo è quello che si muove con lo scopo di divertirsi.
CONOSCENZA Da questo punto di vista la cosa potrebbe farsi più interessante. Ogni città italiana ha la fortuna di poter contare su opere ed azioni storiche che la contraddistinguono. Diciamo che a Gorizia, non avendo personaggi storici di particolare spicco che hanno in qualche modo lasciato un’impronta unica alla città (come a Collodi dove il paesino vive alla luce di Pinocchio e del suo creatore, per esempio) si dovrebbe contare sulle opere architettoniche più caratteristiche. Naturalmente c’é il solito castello, il borgo, ci sono i musei e percorsi della guerra, Duomo, Sinagoga, villa e parco Coronini ed anche in questo caso evito l’elenco completo, purché breve. Ci aggiungiamo però qualche rispettabile mostra di Michelstaedter o simili, inevitabile regno di ovvietà e staticità.
Il turista culturale potrebbe essere attratto da queste risorse, ma sicuramente bisognerebbe renderle più appetibili, cosa che al momento non sono. Togliamo quindi una fetta sostanziosa del turismo culturale, (categoria di suo già inferiore nel numero rispetto a quella che predilige il divertimento) che preferisce focalizzare il proprio tempo ed attenzione a luoghi più ricchi di storia o con un’offerta maggiore e condensata. (Trieste, Venezia…)
ISTRUZIONE Il turismo a scopo di istruzione possiamo farlo rientrare in quello della conoscenza o culturale, magari ampliando l’offerta con eventuali scuole, corsi o didattiche indirizzate al turista, che naturalmente a Gorizia non esistono. Almeno che io sappia non c’é una “scuola del vino” o corsi di due tre giorni consecutivi multilingue per diventare sommelier. (ad esempio) Non ci sono particolari convention’s di prestigio che portano in città medici piuttosto che illusionisti o supereroi. Non possiamo farci rientrare l’Università perché i loro studenti soggiornano in città per più di un anno, di conseguenza lo studente non può definirsi turista, come riportato in prima riga.
Togliamo quindi anche questa intera fetta del “turismo dell’istruzione”.
Cosa rimane? Perché un turista dovrebbe scegliere come meta la città di Gorizia?
CONCLUSIONE Gentile Assessore al Turismo Antonio Devetag, solo ora capisco la Sua enorme difficoltà nello svolgere il Suo quotidiano lavoro alla luce di questa spietata, cruda, ma obiettiva analisi che inevitabile si abbatte sul Suo destino e quello della città di Gorizia.
Solo ora capisco come sia arduo estrapolare qualcosa dal niente.
E solo ora apprezzo il suo sforzo intellettivo nel cercare di offrire niente a chi è alla ricerca del niente.
Il successore dell’attuale assessore al turismo è quindi avvisato: il turismo a Gorizia tra due anni dovrà partire dal niente. Ed è già qualcosa.

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Le opinioni dei lettori su "Turisti a Gorizia"

  1. CLAP CLAP CLAP CLAP.

    .. bisogna tener conto che l’Assessore al Turismo ha TANTI anni di esperienza.. come Assessore proprio.. quindi BEN SA quali siano le strade da prendere e mantenere.

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