Troppi abbandoni, canile affollato

I trovatelli a quattro zampe iniziano ad affollare le cucce del canile di Lucinico. La struttura di via del Camposanto, inaugurata nell’estate del 2015, sta continuando infatti a fare i conti con il triste fenomeno degli abbandoni, in parte provocati dal gesto inconsulto di padroni senza cuore in parte da una responsabile presa di coscienza da parte dei padroni che, chi per età chi per problemi di salute, non sono più in grado di accudire i piccoli compagni di vita. Così a fronte di una capienza massima prevista di 24 bestiole, il canile comunale di Gorizia, gestito dall’Aipa, ne ospita a oggi 25. Un cattivo segnale, se pensiamo che la stagione in cui si verifica di consueto il maggior numero di abbandoni è quella estiva, in particolare la seconda metà di luglio e il mese di agosti, in concomitanza con la partenza di molti per le ferie. Ma a Gorizia e nella nostra provincia i casi di abbandono sono a volte anche più singolari, come nel caso di alcuni cani da caccia ritrovati in pessime condizioni, abbandonati dopo essere stati bastonati forse per non essere più in grado di inseguire le prede più veloci. «L’affollamento del canile è ormai una situazione costante e quei pochi posti che ogni tanto riusciamo a liberare vengono subito rioccupati» ci confida la responsabile della struttura, Susanna Vinte, «l’anno scorso il numero di abbandoni è stato molto elevato, una situazione disastrosa che speriamo non si ripeta anche quest’anno, anche se i cani ritrovati o ritirati in seguito ad abbandoni sono già molti. Soltanto la scorsa settimana sono stati trovati 5 cani vaganti, per la maggior parte nel monfalconese, quasi tutti adulti e con varie patologie. Tantissimi sono arrivati da noi anche nel periodo di Capodanno, e soltanto pochi proprietari sono venuti a riprenderseli. Gli altri cagnolini non risultavano registrati all’anagrafe, non avevano il microchip, quindi è stato impossibile risalire ai padroni». Un’altra pratica, quella dell’inosservanza dell’obbligo di registrare la propria bestiola all’anagrafe canina, che anche a Gorizia e nell’Isontino sembra dare preoccupanti segnali di aumento. Tale obbligo è in vigore dal 2005, ma non è ancora divenuta prassi. In tantissimi, come testimoniano i casi raccontati dai vertici del canile, eludono ancora l’obbligo esponendo a potenziali sanzioni anche chi riceve il cane in donazione. La legge infatti punisce non solo chi non provvede a dotare il cagnolino del dispositivo per il riconoscimento, ma anche eventuali proprietari che accettano la bestiola che ne sia sprovvista. Tra gli animali arrivati in canile nell’ultimo periodo, anche qualcuno che non stonerebbe affatto in qualche pellicola o come protagonista di qualche film d’animazione. È il caso del bassotto Lillo, che dall’alto dei suoi 18 anni è il cagnolino più vecchio della struttura goriziana. Purtroppo non mancano, come accennato, nemmeno le storie più tristi, come quella di Minni, 10 anni, abbandonata nei pressi di San Pier d’Isonzo, che non raggiunge i 4 chilogrammi di peso e che dovrà essere sottoposta a un intervento di sterilizzazione dovuto proprio alle cattive condizioni in cui è stata ritrovata. Oppure della cagnetta Giulia, 13 anni, accolta a Lucinico poiché l’anziana proprietaria, alle prese con una lunga degenza ospedaliera, non ha alcun parente a cui affidarla. La cagnetta dovrà essere operata per rimuovere un tumore. Nell’ultimo periodo sono stati ritrovati anche due setter privi di micro chip e un segugio abbandonato a Rupa, zoppo dalla zampa posteriore destra forse a causa di maltrattamenti. «È triste ammetterlo, ma in certi casi per l’animale essere abbandonato è una fortuna» conclude Vinte, «altrimenti chissà che vita avrebbero continuato ad avere».

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