Traffico di valuta in aumento

I nascondigli, o presunti tali, usati per esportare o importare in Italia denaro oltre i limiti concessi (10 mila euro) sono i più disparati: dalle scarpe ai calzini, agli indumenti intimi, nonché i vani più nascosti dell’autovettura. Ma a molti non è servito a nulla per i controlli dei finanzieri della compagnia di Gorizia agli ex valichi, da Casa rossa a Vencò, e anche ai caselli di Villesse e del Lisert. Una piaga che dai dati forniti dalle fiamme gialle per il 2016 e il primo semestre di quest’anno, evidenziano che il fenomeno è in grande aumento. Nel 2016 sono state ben 116 le violazioni alla normativa (oltre i 10 mila euro il surplus va denunciato all’agenzia delle dogane) con un incremento del 132 per cento rispetto al 2014. Il denaro in contante irregolarmente trasferito è stato di 2.940.307 euro, con un aumento del 10 per cento rispetto al 2015. Nel primo semestre di quest’anno sono già state contestate 67 violazioni e quantificato in 1.152.980 il denaro irregolarmente trasferito. I controlli hanno permesso di incamerare (tutti hanno subito oblato) dallo Stato oltre 600 mila euro nel 2016 e quasi 140 mila quest’anno. Inviate poi segnalazioni per ulteriori accertamenti sulle persone e sulle loro residenze. Persone non solo italiane ma anche ucraine, tedesche, bulgare, macedoni, cinesi e polacche. Nei controlli i finanzieri sono stati coadiuvati dall’ormai mitico “Caboto”, il “cash dog”, il cane dell’unità cinofila addestrato a ricercare il denaro contante riconoscendone l’odore.

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