Telesca, nuovo exploit

Era da un po’ di tempo che l’assessore regionale alla salute Telesca non ci allietava (si fa per dire) con le sue risposte stizzite a chiunque osasse segnalare le varie carenze della riforma sanitaria. Pensavamo che dopo le batoste elettorali e referendarie la presidente Serracchiani avesse dato ordini precisi su un diverso modo di approcciarsi con popolo e avversari politici, insomma che si fosse optato per il dialogo, o per quel “nuovo inizio” predicato dall’ex premier Renzi e a cascata da tutti i dirigenti del partito. Purtroppo siamo stati smentiti. Il ritorno ai vecchi exploit è scattato in concomitanza con l’annuncio da parte della stessa di “un piccolo rallentamento sulla rete del 118 regionale” verificatosi l’altro ieri, dopo il blackout del 112 di un’ora e mezza nella notte tra l’8 e il 9 aprile, e quello del 1° maggio di tre ore. “Non un guasto -ha detto Telesca dell’ultimo caso- ma solo una leggera disfunzione che in ogni caso è stata puntualmente e tempestivamente risolta”. Nulla da dire, in tutti e tre i casi è stato assicurato che “non ci sono stati disservizi né disagi per gli utenti”. Nulla da dire, ripetiamo. Il sistema è molto complesso ed era inevitabile un periodo più o meno lungo di assestamento. Quello che infastidisce oltremodo è la chiusura del comunicato ufficiale della Regione: “purtroppo -dice ancora l’assessore, o l’assessora, come preferite- c’è sempre qualcuno che passa il tempo a scrutare ogni minima increspatura del sistema, fregandosi le mani nel momento in cui può dar fiato alle trombe e annunciare che siamo al baratro. Spiacente di informare che quelle persone si sbagliano e perdono tempo”. Beh un commento del tutto gratuito e secondo noi fuori luogo perché stiamo parlando di salute e non di Uti, o noccioline. Evidentemente l’assessore dimentica il bon ton, e anche che ricopre quell’incarico solo perché la coalizione che ha vinto le elezioni, a torto o a ragione, ha ritenuto di affidarglielo. Doppia responsabilità, e doppia prudenza, sarebbero richieste non essendo oltretutto stata eletta, ma cooptata. Tralasciando quest’ultima considerazione, è certo che al solito exploit, a tanta arroganza, il popolo, e crediamo anche gli operatori, avrebbero preferito rassicurazioni sul futuro tipo quelle che pur compaiono nel comunicato. Una su tutte: “abbiamo chiesto -ha aggiunto Telesca- di individuare rapidamente le opportune soluzioni tecnologiche per scongiurare il ripetersi (bontà sua lo ammette, n.d.r.) di disfunzioni ed entrare in una definitiva fase di efficiente e funzionale normalità”. È anche quello che chiedono i cittadini e pure gli operatori addetti al sistema, nonché medici e infermieri. Invece di uscite stizzite, dunque, attendiamo notizie rassicuranti e sicurezze sulla bontà del sistema nel suo complesso: dalle tecnologie alla necessaria consistenza delle forze umane in campo.

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