TechnoArea verso villa Louise

Storia, cultura e innovazione si danno appuntamento a Villa Louise. C’è anche la storica dimora di largo Culiat, oggetto di un radicale intervento di ristrutturazione e che oggi arricchisce il patrimonio della Fondazione Coronini-Cronberg, tra gli edifici che Area Science Park sta valutando come nuova sede di TechnoArea, il presidio goriziano del parco scientifico e tecnologico di Padriciano. Una decisione definitiva è attesa entro la fine di luglio, quando i vertici di Area incontreranno quelli della Camera di commercio Venezia Giulia, della Fondazione di viale XX Settembre e della Regione, vale a dire gli enti che negli ultimi mesi hanno presentato una rosa di tre edifici dove trasferire le attività di TechnoArea, oggi ospitata negli spazi dell’autoporto gestito dalla Sdag, in un’area di circa 2.500 metri quadrati all’interno della quale trovano posto ancora sei imprese. Quello di luglio, dunque, sarà il mese decisivo per delineare il futuro del parco tecnologico nella nostra città. «Insieme agli altri enti abbiamo preso l’impegno di rivederci prima delle vacanze, dopo aver esaminato le proposte che ci sono state presentate» ha spiegato il direttore generale di Area Science Park, Stefano Casaleggi, «e che sono frutto di una attenta ricognizione tra le proprietà afferibili sia al sistema camerale sia a quello della Regione. L’aiuto della Camera di commercio Venezia Giulia è stato importantissimo e durante gli incontri avuti insieme al vicepresidente Gianluca Madriz e altri esponenti dell’ente abbiamo sempre dichiarato la volontà di scegliere Gorizia come sede di un progetto multidisciplinare, che possa quindi espandersi dal concetto di start-up e prevedere anche servizi dedicati all’imprenditoria giovanile e uno sportello per le imprese del territorio». Casaleggi rivela che le proposte arrivate sulla sua scrivania in merito alla nuova sede di TechnoArea sono tre. Si tratterebbe di due edifici incastonati nel centro storico e un terzo più defilato rispetto alle vie centrali, ma comunque non in periferia. «Quel che posso dire in questa fase è che TechnoArea continuerà a operare a Gorizia» ha detto, «e che nel nostro piano c’è l’intenzione di aprire nuove sedi in Friuli Venezia Giulia, non di chiuderle. Tanto più da quando siamo stati selezionati per occuparci dello sviluppo di start-up culturali e di temi legati alla nuova imprenditoria nell’ambito della cultura, del turismo, delle nuove tecnologie e dell’intrattenimento, che negli ultimi anni stanno registrando una crescita incredibile. Un esempio su tutti è il settore dei videogiochi». Il direttore non si sbilancia però sul sito preciso delle tre ipotetiche sedi, anche se l’identikit di una di queste coincide in maniera precisa con quello dell’antica dimora di largo Culiat. «Stiamo vagliando tre sedi alternative» conferma Casaleggi, «e tutte rispondono ai nostri desiderata. A incidere sulla scelta finale non saranno solo le dimensioni, ma anche la tipologia dell’edificio. Abbiamo già una preferenza, ma purtroppo presenta dei tempi di disponibilità leggermente più complicati rispetto alle altre due». Preferenza che dunque dovrebbe ricadere proprio sulla Villa di proprietà della Fondazione Coronini. «Per quanto un buon numero delle start-up nate a Gorizia si sia già evoluto aprendo capannoni e nuove sedi» ha aggiunto il direttore, «altre avrebbero bisogno di essere seguite nell’immediato. La scelta dovrà ricadere quindi su un luogo che ci consenta di traslocare garantendo alle imprese una continuità». Sulla decisione peseranno anche gli scenari futuri che potrebbero aprirsi intorno a Villa Louise, indicata fin dall’annuncio della sua ristrutturazione come incubatore di imprese culturali. Se l’ente diretto da Casaleggi dovesse scegliere un’altra sede, si precluderebbe alla possibilità di sbarcare in largo Culiat a ristrutturazione ultimata? Un nodo apparentemente ancora da sciogliere e che potrebbe rivelarsi decisivo nelle scelte sulla nuova sede di TechnoArea a Gorizia.

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