TechnoArea verso l’addio?

Dal primo gennaio del prossimo anno TechnoArea rischia di lasciare Gorizia. Salvo che nei prossimi mesi Area Science Park, che gestisce il polo tecnologico dell’autoporto, non riesca a trovare una sede più idonea alle nuove idee di sviluppo del polo stesso. Alle imprese insediate nell’area dell’autoporto, intanto, è stata comunicata l’intenzione da parte di Area di non rinnovare l’accordo con Sdag. Se non dovesse essere trovata una nuova sede, le imprese saranno invitate a occupare alcuni spazi nei campus di Padriciano o Basovizza. «Abbiamo iniziato il processo di uscita dalla sede della Sdag, ma la nostra promessa è che nella maniera più assoluta non siamo intenzionati a lasciare Gorizia -conferma il direttore generale di Area Science Park, Stefano Casaleggi- siamo alla ricerca di una sede diversa e più idonea, la volontà di investire sul territorio oggi è più ampia che in passato e intendiamo consolidare l’apertura verso il mondo della scuola. È fondamentale trovare una location che oltre a ospitare start-up e servizi alle imprese, possa offrire lo spazio per un auditorium per le scuole. Abbiamo maggiori esigenze di funzionalità, e tra queste anche il fattore estetico non deve essere trascurato. La location attuale non può evolvere, perché rimane comunque un autoporto. Non c’è nulla di personale in questa scelta, ma soltanto la volontà di offrire di più a questo territorio». Attualmente, la sede goriziana di Area Science Park ospita 9 imprese contro le 14 del biennio 2013-2015, per un totale di 40 persone occupate, e si occupano di sviluppo di sistemi elettronici, tecnologie energetiche, applicazioni del digitale nelle neuroscienze e di modellizzazione virtuale. Il costo di ogni ambiente si aggira tra i 30 e i 50 euro mensili al metro quadro. Le prime imprese arrivarono nello stabilimento ricavato all’interno dell’autoporto nel 2012, dopo un bando della camera di commercio che attraverso il Fondo Gorizia era riuscita a mettere a disposizione un finanziamento complessivo di 1.080.000 euro. «Una nuova sede nel centro di Gorizia avrebbe un fascino grandissimo- ha aggiunto Casaleggi- sarebbe per noi una vetrina visibile all’intera popolazione. Il nostro obiettivo è individuare in tempi brevi la nuova location, rivolgiamo un appello a chiunque possa avere un immobile che si presti alla nostra missione». A ricevere la comunicazione da parte di Area per conto della Sdag è stato l’amministratore unico Giampaolo Ristits, che guarda senza rimpianti alla promessa di divorzio. «Sdag non ha ricevuto alcun beneficio dalla presenza dell’area di ricerca- le sue parole- ma questo deve essere un segnale preoccupante per Gorizia, perché un’altra realtà rischia di abbandonare la città. Dubito che se ne vadano da qui per il canone, una cifra simbolica di 150 euro al mese per un’area di 2500 metri quadrati».

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Le opinioni dei lettori su "TechnoArea verso l’addio?"

  1. Speriamo che si trovi una soluzione quanto prima, per non perdere: altri posti di lavoro!

  2. Non voglio credere che si possa perdere anche questa bellissima realtà. Gli si cena data una sede alternativa all’autoporto prima che arrivi gennaio. Tutti facciano uno sforzo affinché Techno Area non lasci la città di Gorizia.

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