Te lo do io lo Spritz

di Spritz_Nero

Mentre Gorizia è alla ricerca del prodotto tipico che la rappresenti nel mondo, si fa soffiare da sotto il naso quelli già esistenti.
Capita nello sport, dove un giocatore di biliardo in visita nella nostra città, potrebbe rimanere profondamente deluso dal fatto di non trovare un solo tavolo di biliardo su cui giocare “alla goriziana”.
Capita con il vino bianco “Tocai”, pare fu “Toccai” all’origine. Vitigno esportato da San Floriano destinazione Ungheria in occasione dello sposalizio tra un antenato della nota famiglia Formentini, la baronessa Aurora, ed il Conte Giovanni (Adam) Batthyany (correva l’anno 1632).
In questo caso sono stati impegnati i tribunali che, come spesso accade, anziché occuparsi dei delinquenti hanno dovuto perdere prezioso tempo e denaro per sentenziare che era illecito l’uso del nome Tocai per identificare il vino bianco friulano che sarebbe diventato appunto, volenti o nolenti, Bianco friulano, lasciando di fatto esclusiva al Tokaji ungherese.
Capita con lo spritz che da qualche anno, grazie all’usurpazione da parte di qualche brillante universitario veneto prima (probabilmente) ed un’operazione commerciale molto ben riuscita poi, Gorizia venga mutilata di un altro storico emblema.
Cari amici veneti, dovete sapere che lo spritz all’origine altro non era che del vino allungato con acqua seltz, spruzzata appunto nel calice per rendere il vino meno forte al palato dei soldati austriaci (prima guerra mondiale) poco abituati alla gradazione alcolica dei vini delle nostre zone. La parola spritz deriva appunto dal tedesco “spruzzo” o “iniezione” per chi tentasse di contestare l’esatta traduzione letteraria.
Lo spritz nient’altro è che una tra le bevande più genuine, semplici e dissetanti esistenti al mondo: vino rosso o vino bianco ed acqua minerale frizzante. Già l’aggiunta della fettina di limone (con il vino bianco) o il ghiaccio potrebbero snaturarlo, ma ci possono stare.
Che i nostri vicini sbandierino in mezzo mondo la loro invenzione come “venetissimo spritz” (nel loro caso trattasi di acqua, vino frizzante ed Aperol) proprio non è digeribile da un goriziano come me, che già da piccolo sul tavolo aveva su gentile concessione del padre, dell’acqua colorata da una goccia di vino, al posto della (bandita a casa mia) comunissima corrosiva gassata bevanda nera (cui non faccio nome per non incorrere in drappelli di avvocati affamati in difesa della nota multinazionale).
Concludo citando Benigni, quando nel fantastico film “Non ci resta che piangere” in compagnia del compianto Troisi contesta a Colombo la scoperta dell’America, dato che prima fosse da lui scoperta era abitata da quelli che sarebbero stati erroneamente chiamati indiani. “Come se io ora vado in Puglia e dico eh la Puglia, i pugliesi sono 2000 anni che sono li, lo sapranno che c’é la Puglia…”
Dedicato a tutti i veri goriziani ed al nostro sindaco, amante dello spritz nero.
Quello che si beve di sicuro, probabilmente non tanto di quello che scrive sul blog.

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