Tajani, «La Zes mi piace»

«Gorizia può contare sulla mia amicizia e sul mio sostegno ai progetti europei attraverso i quali vuole costruire il proprio futuro». Parola di Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, che ieri ha trascorso l’intera giornata nella nostra città e nella vicina Nova Gorica per assistere alla presentazione del progetto sulla zona economica speciale (Zes), la “nuova” zona franca che avrà due caratteristiche principali: sarà uno strumento di cui potranno usufruire le piccole e medie imprese da entrambe le sponde del confine, e sarà una soluzione temporanea. In sostanza, con l’obiettivo di aiutare l’imprenditoria del territorio del gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect) a risollevarsi affinché questa possa iniziare a reggersi sulle proprie gambe. L’idea della Zes a cavallo del confine sembra aver convinto Tajani, che ha promesso di fare il possibile per garantire il patrocinio del Parlamento europeo al progetto o perlomeno all’evento di presentazione al pubblico, in programma a Gorizia tra settembre e ottobre. «Quella della zona economica speciale calata su questo specifico territorio è un’idea che a me piace» ha detto rivolgendosi ai rappresentanti del territorio intervenuti nell’aula del consiglio comunale, «e che soprattutto non è in contrasto con la normativa comunitaria, che consente di creare zone franche con una scadenza temporale. Per di più, la vostra è una proposta che riguarda un’area transfrontaliera che per un secolo e mezzo è stata il simbolo di guerre, ferite e dolori con migliaia di persone morte attorno a Gorizia. Qui l’Europa dimostra di essere garante di pace e di aiutare il dialogo e la crescita dei territori. Questa è l’Europa che mi piace e sulla quale sono convinto si debba puntare». Tajani ha specificato che la palla è in mano ai governi di Roma e Lubiana, e che dovranno essere loro ad avanzare la richiesta di istituzione della Zes per il territorio del Gect, che lo ricordiamo comprende i comuni di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba. Parole al miele, dal presidente del Parlamento europeo, sono arrivate anche per il gruppo di cooperazione territoriale. «La zona economica speciale rappresenterebbe il passo successivo rispetto a un progetto (il Gect, n.d.r.) già approvato e finanziato con 10 milioni di euro per la sanità transfrontaliera, trasporti e turismo, con tanto di elogio della commissione europea. Qui si interpreta nel modo migliore lo spirito europeo. Oggi i sindaci di Gorizia e Nova Gorica scherzano insieme, è una scena che quando ero bambino nessuno avrebbe mai immaginato di poter vedere. Il messaggio che parte da Gorizia è positivo anche per altri territori, questa progettualità deve fare da modello per altri Paesi perché unisce due territori confinanti, che tutto sommato sono un territorio unico. La frontiera, a Gorizia, oggi non divide ma unisce». La visita di Tajani ha avuto poi un sapore particolare per il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, amico di lunga data del presidente dell’assise di Bruxelles. «Quando avevamo iniziato a parlare del Gect sembravamo dei visionari alla ricerca di sensazionalismi» ha detto Romoli, «oggi ci rendiamo conto di aver creato uno strumento per raggiungere obiettivi sempre più importanti per la nostra città e il territorio transfrontaliero».

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