Storie di ordinaria follia

di Spritz_Nero

Mentre ieri cercavo di sfruttare per quanto possibile la mia attuale situazione sentimentale “single” vagando felicemente qua e là per i locali che il panorama goriziano può offrire un freddo martedì sera di fine novembre, oltre ad imbattermi nella solita figlia di un noto libero professionista misteriosamente integra al “divin” bombardamento che il suo fisico deve reggere giornalmente (…affari suoi) con le sue congiure contro il mondo occidentale (…affari nostri) ho avuto modo di dare un’occhiata ad un giornale locale. In quella serata di ordinaria follia non potevo che farmi rapire da un articolo che sapientemente offriva al lettore una trama che pareva ideata dalle menti di Dan Brown e James Cameron messi assieme, un soggetto alla stregua di Terminator, con i protagonisti della vicenda scaturiti dalla perversa mente di un Quentin Tarantino smanioso di esibire le sue diaboliche creature alle platee mondiali.
La vicenda narrata è contorta e misteriosa e si avviluppa in una vertiginosa spirale verso l’ignoto.
Cercherò a mia volta di essere buon narratore, riassumendola in breve.
Un sindaco ormai stanco e logoro, dopo aver governato per alcuni anni la sua piccola cittadina di provincia, decide un giorno di aprire un armadio che per secoli ha celato oscuri segreti. Uno scrigno custode di un tesoro, una conchiglia protettrice di perle. Già dal primo lieve spiraglio questi rimane quasi accecato da un bagliore accompagnato da una voce potente e decisa che gli ordina “Tu, devi costruire l’ascensore che da Piazza Vittoria ci porterà a quello che un tempo veniva usato come castello!”
L’anziano funzionario facendo un balzello indietro, accecato dalla fonte luminosa ed assordato dalle tuonanti parole, cerca di svincolarsi, vuole liberarsi dall’incantesimo, maledice il momento in cui ha aperto l’armadio, si chiede perché quella voce non poteva aspettare altri due anni prima di dare un simile ordine.
Quello gli è stato ordinato e quello sarà fatto, si convince il sindaco.
Incomincia la lavorazione del progetto, ma una parte del popolo è contraria.
Quest’ultima è guidata da un ex sacerdote, che nella notte dei tempi rinunciò ai voti cristiani affidandosi a quelli politici, alla ricerca dello scettro del potere, fallendo nell’obiettivo e scomparendo così dalle scene vittima di un incanto. Ricomparve solo poco prima dell’apparizione dell’ascensore. (a Gorizia le apparizioni sono molteplici, ma lui non fu visto sulla Mainizza, dove ancora oggi centinaia di viandanti sono sulle tracce del Sacro Graal)
Egli ed i suoi seguaci tentano così di annientare il progetto con armi di massa tra cui il diabolico referendum, ma quando l’ascensore (che i ribelli chiamano “ascenzore”) pare disintegrato, tra le esultanze delle genti, ecco che si ricompone, si moltiplica, da uno ne diventano tre. L’ex sacerdote ed i suoi seguaci rimangono basiti nel veder crescere sotto i loro occhi anche delle stazioni.
Nel mentre questa creatura si moltiplica sgretolando la collina, l’ex sacerdote nota qualcosa di straordinario, qualcosa che forse potrebbe salvare il mondo dalla distruzione totale: le basi di un antico insediamento celtico.
Pura linfa che alimenta una speranza che fu ormai ridotta al lumicino, questo insediamento celtico potrebbe donare potenti daghe e dardi in grado di debellare il nemico “ascenzore”.
E sarà l’ex sacerdote che dall’alto della collina, spavaldo e fiero, fronteggerà il suo nemico, invitando tutti i suoi prodi (…e Prodi) a disboscare tutto per far venire alla luce l’antica civiltà celtica ed i suoi tesori nascosti che potrebbero rivelarsi figli di Atlantide. (vista la vicinanza con Grado ci sta anche questa)
Come andrà a finire questa fantomatica storia?
Riuscirà il vecchio sindaco nel suo intento di disboscare parte della collina costruendoci l’ascensore, oppure sarà l’arguto ex sacerdote a sconfiggere il temuto ascenzore a tre teste, disboscando così l’intera collina per dare luce ai reperti celtici?
Un finale da non perdere, un cast eccezionale, una storia strabiliante e già paragonata dalla critica al pluri premiato “Tutti in fuga da Gorizia”.

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Le opinioni dei lettori su "Storie di ordinaria follia"

  1. Soffermati sull’arida sponda,Vòlti i guardi al varcato Isonzo,
    Tutti assorti nel novo destino,Certi in cor dell’antica virtù,
    Han giurato: Non fia che quest’onda,Scorra più tra due rive straniere;
    Non fia loco ove sorgan barriere, Tra Gorizia e Gorizia, mai più!

    L’han giurato: altri forti a quel giuro, Rispondean da fraterne contrade, Affilando nell’ombra le spade, Che or levate scintillano al sol. Già le destre hanno stretto le destre; Già le sacre parole son porte: O compagni sul letto di morte,O fratelli su libero suol.

    […]

    O stranieri, nel proprio retaggio, Torna Gorizia, e il suo suolo riprende;O stranieri, strappate le tende Da una terra che madre non v’è.Non vedete che tutta si scote, Dal Sabotino alla balza di San Michele? Non sentite che infida vacilla, Sotto il peso de’ barbari piè?

    […]

    Se la terra ove oppressi gemeste Preme i corpi de’ vostri oppressori,
    Se la faccia d’estranei signori Tanto amara vi parve in quei dì; Chi v’ha detto che sterile, eterno Saria il lutto delle isontine genti?
    Chi v’ha detto che ai nostri lamenti Saria sordo quel Dio che v’udì?

    Sì, quel Dio che nell’onda vermiglia Chiuse il rio che inseguiva Israele, Quel che in pugno alla maschia Giaele
    Pose il maglio, ed il colpo guidò; Quel che è Padre di tutte le genti,
    Che non disse al ……… giammai:Va’, raccogli ove arato non hai;
    Spiega l’ugne; Gorizia ti do.

    […]

    Oggi, o forti, sui volti baleni Il furor delle menti segrete: Per Gorizia si pugna, vincete! Il suo fato sui brandi vi sta.
    O risorta per voi la vedremo Al convito de’ popoli assisa,
    O più serva, più vil, più derisa Sotto l’orrida verga starà.

    […]

    Oh giornate del nostro riscatto!
    Oh dolente per sempre colui
    Che da lunge, dal labbro d’altrui,
    Come un uomo straniero, le udrà!
    Che a’ suoi figli narrandole un giorno,
    Dovrà dir sospirando: io non c’era;
    Che la santa vittrice bandiera
    Salutata quel dì non avrà.

    Ode di Manzoniana memoria
    tra le mie preferite in assoluto.

    Non v’è motivo specifico, per questa inserzione in questo forum, ma mi era giunta alla memoria e lìho scritta !

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